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Umberto Saba, il
cui vero nome è Umberto Poli, nacque il 9 Marzo 1883 a Trieste da
madre ebrea e padre cristiano. Il padre abbandonò la famiglia prima
della nascita di Umberto e la madre lo mise a balia presso una contadina
slovena Peppa Sabbaz; egli fu subito conquistato dal carattere
estroverso, allegro ed espansivo della nutrice, che lo portò ad
allontanarsi dalla figura materna, severa ed austera, causando in lui il
disagio di un’ambivalenza affettiva che lo tormentò per tutta la vita.
Il cognome d’arte Saba, che il poeta assunse
dopo i precedenti Chopin e Umberto di Montereale, sembra fosse legato al
forte ricordo della nutrice, mentre altri lo attribuirebbero alla parola
ebraica che indica il "pane".
1893-1899 Compie studi irregolari (4 anni di
ginnasio, mezzo anno di Imperial Regia Accademia di Commercio e
Nautica), dopo di che si trova un lavoro come impiegato commerciale.
Nel 1903 si trasferisce a Pisa dove
frequenta corsi di Archeologia, Tedesco e Latino, poi a Firenze
dove frequenta gli ambienti letterari della "Voce", infine viene
chiamato per il servizio militare a Salerno e da questa esperienza
nasceranno "Versi Militari"
Nel 1909 torna a Trieste, si sposa e
comincia la maggior produzione con "Casa e Campagna", "Trieste e una
donna". Nel periodo di produzione dell’autore, a Trieste, unico porto
dell’Impero Austro-Ungarico, circolavano tre lingue: il tedesco, il
dialetto, lingua maggiormente in uso, e l’italiano, che faceva parte di
una tradizione letteraria alta alla quale Saba aderì con una poetica
semplice e originale che si allontanava dalle correnti dominanti del
tempo.
Nel 1912 si stabilisce con la moglie a
Bologna dove collabora sporadicamente con "Il resto del Carlino". La
"Libreria della Voce" pubblica "Coi miei occhi", "Il mio secondo libro
di versi" (divenuto in seguito "Trieste e una donna"). A Bologna scrive
quasi tutte le poesie di "La sorella disperazione".
Tutti gli aspetti della vita giornaliera e
della sua stessa vita entrano nella sua poesia attraverso parole
domestiche, le prime venute, "parole senza storia",e quindi scelte per
la loro concreta oggettività. La donna amata è per lui una sorta di
appoggio concreto nella vita di tutti i giorni, Trieste rappresenta
invece l’espressione del suo stato d’animo. Di Saba possiamo dire che
egli si è infatti legato a ciò che racconta da una forte
affettuosità, che fonde un premeditato oggettivismo con una spontanea
soggettività. Il giudizio della critica sull’opera di questo poeta fu
inizialmente perplesso, soprattutto a causa dei suoi versi, giudicati
apparentemente poco dotati di freschezza ed originalità.
Nel 1915-18 partecipa alla guerra di cui
lascia traccia in "Poesie scritte durante la guerra".
Nel 1938 cerca inutilmente una sistemazione
a Parigi, per sfuggire alla situazione politica italiana e alle leggi
razziali, mentre continua a pubblicare singole raccolte di poesie.
Nel 1939 torna a Roma dove si nasconde in casa Ungaretti.
Esce presso Einaudi la seconda edizione del "Canzoniere", accresciuto di
tutta la produzione posteriore al 1921. Questa seconda edizione ottenne
i massimi e unanimi riconoscimenti di una critica che in precedenza era
stata, generalmente fredda. La sua fama di poeta si consolida nel 1946
quando riceve il Premio Viareggio.
I disturbi nervosi di Saba si aggravano, è ricoverato per lunghi periodi
in cliniche e ricorre alla morfina.
Nel 1953 scrive "Ernesto" e riceve il Premio dell'Accademia dei Lincei e
la laurea in Lettere honoris causa dell'Università di Roma.
Dopo la morte della moglie, avvenuta, dopo un lungo declino fisico e
mentale, il 26 novembre 1956, Umberto Saba muore di infarto il 25 agosto
1957 alla clinica San Giusto di Gorizia.
Oggi Saba viene considerato uno dei più
grandi poeti del Novecento Italiano.
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