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Un clochard tra di noi

Un clochard tra di noi

un racconto di Franca Berardi

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Un clochard tra di noi

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Era un clochard come tanti, ma aveva una sua speciale peculiarità: e cioè essere un tipo chic! ed in quanto tale, molto, molto riservato.
Si sentiva diverso dagli altri barboni e , anche quando, andava a mangiare alla mensa dei poveri, chiedeva sempre porzioni piccole.
Quelle abbondanti, erano per i cafoni…e così si metteva in un angolo della sala lontano dagli altri…
Aveva la puzza al naso come si suol dire oltre che quella addosso.
Se gli altri commensali facevano salti di gioia quando gli portavano da mangiare pasta e fagioli, lui da vero snob, chiedeva riso pilaf o una minestrina e disdegnava le cotiche, la cipolla, il cotechino, l’aglio; ma detestava anche il fegato, la trippa, il baccalà ed anche Beccalzù…un paese del pavese ove era vissuto da giovane, particolare questo comunque sia, irrilevante …
Andava , però , pazzo per la pizza.
Ma, dietro questo suo atteggiamento spocchioso ed altero, si nascondeva l’animo gentile e delicato di un patetico e romantico bohemienne, che faceva gran fatica ad adeguarsi ad un mondo che pareva non appartenergli più da troppo tempo ormai…
Insomma lui era un clochard per caso e sognava di comprarsi un’ampio scatolone a due piazze, vista mare con possibilità di un angolo cottura, con rifiniture di pregio e tappezzato da giornali di testate prestigiose come il Times e il Corriere della Sera.
Così gli avevano promesso quelli dell’agenzia immobiliare , che …riescono a vendere anche l’aria fritta… a chi , come lui, aveva un budget molto… anzi troppo basso.
Lui ,nel frattempo, aveva chiesto di aprire un mutuo con la banca.
Sempre da vero snob, cercava mozziconi di sigari toscani che preferiva alle cicche di sigarette troppo ordinarie …e quando rovistava nelle pattumiere, riusciva a scegliere sempre la roba migliore.
Del resto, tanta gente getta via di tutto anche indumenti da poco usati.
E così trovò un vestito quasi nuovo di zecca color blu notte, una cravatta firmata un po’ sbiadita…e persino un giaccone in montone ,praticamente nuovo, lasciato lì da qualche riccone distratto o da un evasore fiscale.
Continuando nelle sue ricerche nei cesti della spazzatura, scovò anche un mazzo di fiori freschi che mise da parte in attesa che arrivasse la sua amata… che lui immaginava alta, bionda, come la Schiffer…
Nel frattempo sognava di arredare la sua futura casa di cartone per renderla più confortevole e , mentre ci pensava, si addormentò ,colto da un’improvvisa stanchezza.

Di colpo, si trovò in un ampio salone ,gremito di gente, nel bel mezzo di un party.
Mentre cercava di ricomporsi al meglio, ancora intontito da quel sonno profondo, vide arrivare, proprio nella sua direzione, un uomo alto, imponente con il codino e incredibilmente somigliante a Nickolson…,che, con aria bonaria, gli disse: “Guardi che qui non si può stare….

e gli fece segno di andar via.
Ma poi ci ripensò ed aggiunse :”Ma lei, non è forse quell’accattone che si da un sacco di arie quasi fosse un gran signore?”.
Sorpreso il barbone rispose :“Mi scusi… Ma come fa a saperlo?.
Perché io sono Dio –esclamò l’altro con un sorriso ammaliante e compiaciuto-…”
“ E va bene – ribattè l’altro – lo ammetto , ma non si può sognare almeno una volta nella vita, di essere quello che non si è?”.
E lo disse con aria contrita.
Dio , nell’ascoltarlo si intenerì e pensò:” Questo uomo sarà pure un barbone, ma ragiona bene” e mi piace.
E così gli propose di alloggiare momentaneamente in un bel cartone azzurro color del cielo, ampio e confortevole come lui aveva sempre sognato….
Ma, stranamente, egli rifiutò con la classe che lo contraddistingueva…del resto, era già d’accordo con l’agenzia immobiliare e la sua banca….
“Semmai –aggiunse- … non si potrebbe avere una dolce compagnia, insomma una donna?”.
“Vedremo- rispose Dio-… però non far menzione alcuna a quelli della Caritas.
Chi lo sente il Papa e la Chiesa tutta? Quelli, quando ci si mettono, fanno persino paura a me che sono l’Onnipotente!.
Anzi, ti dirò di più: questa non è la vita che volevo per voi, ma gli uomini , si sa, estremizzano ed esagerano e così hanno anche stravolto il mio credo con dottrine assurde ed improponibili”
Sospirò e aggiunse : “E, come se non bastasse, quando mio figlio è sceso tra tutti voi, ha rilasciato mille interviste ai giornalisti dell’epoca, incuriositi dalla sua presenza e dalla popolarità che si era conquistato… ma, anche loro, hanno interpretano e travisato ogni cosa con notizie false e tendenziose”.
L’accattone ascoltava ed intanto pensava :” Ma a chi allude… a sé stesso….

o a Berlusconi”? .
E mentre parlavano, il clochard notò tra tutta quella gente, un giovane , praticamente pelato, e pieno di tatuaggi che spesso e volentieri guardava nella loro direzione…
“E quel ragazzo che ci osserva là in fondo chi è?” – aggiunse-
“E’ Gesù-, rispose Dio- e sospirò a lungo,… e , poi, non disse altro , mentre il suo sguardo si era all’improvviso rattristato.


Dopo un lungo silenzio,il clochard tornò alla carica: “ dimmi ancora qualcosa di tuo figlio, ti prego, …per me sai è stato sempre un mito…,aggiunse.
“Non me ne parlare, rispose Dio, con aria accorata, …ha perso la testa per una ragazza punk che fuma spinelli e beve a gogò…”.
“Ma come? , esclamò il barbone, …Gesù ha una donna?”.
“Ma certo che sì ed anche più di una…non mi dire che ti scandalizzi o forse credi ancora che fare sesso serva solo alla procreazione e , che noi… i Supremi , non abbiamo cedevolezze e tentazioni?
Comunque sia , preferirei sorvolare sull’argomento, visto che con mio Figlio è un momentaccio.
Quando litighiamo, mi rinfaccia che è finito sulla croce per colpa mia…e che l’ho abbandonato.


Sempre più voglioso e goloso di gossip, il barbone chiese a Dio notizie sulla Madonna?”…
“E di lei chi mi dici?”.
“E’ andata dal parrucchiere – replicò Dio alzando gli occhi al cielo-.
Anche Lei mi ha dato un grandissimo dispiacere…, a causa di una lite banale in famiglia, è andata via con Giuseppe ed ha preferito partorire mio Figlio in una grotta, nonostante Le avessi trovato un posto da Dio…
E, per concludere il tutto in bellezza, ora si è separata ed ha iniziato una nuova storia con uno scapestrato…”.
“Ma non aveva mica fatto voto di castità? Non ha partorito senza peccato- chiese sempre più confuso ed esterrefatto il barbone- “.
“Lasciamo perdere – aggiunse Dio- sarebbe un discorso troppo lungo e, comunque sia, la Sua verginità è un’altra leggenda metropolitana…”
Intanto che parlava gli offrì un brandy…
”No, grazie, sussurrò il clochard…”brenditelo tu” , io sono astemio …-e nel mentre pensava, sussurrò tra sé, :” Sarò un barbone, ma mica un alcolizzato!”.
Nel frattempo che discorrevano, si era fatta quasi sera…e il barbone osservò che la triste storia familiare che l’Onnipotente gli aveva raccontato, era molto simile alla sua…
Tanto è vero che egli ,alla fine esasperato ,oltre ogni limite, se n’era andato a gambe levate preferendo ai suoi cari parenti, la strada.
Ma nel mentre compativa sia se stesso che Dio, gli sembrava che Egli fosse molto più umano e simile agli uomini…, persino simpatico.
Stavano calando ormai le ombre della sera e Dio guardò l’orologio ed esclamò:” Madonna mia, si è fatto tardi… ora ti devo salutare- aggiunse- ; lascio tutti i miei invitati e vado a vedere il Grande Fratello…così ,magari, mi abbiocco un po’…se vuoi puoi pure servirti, con comodo.
In fondo alla sala, c’è un gran buffet che ti aspetta…attento però agli Apostoli…
Hanno il vizio di fiondarsi sui piatti, senza guardare chi c’è intorno a loro, per accaparrarsi le pietanze migliori.


E intanto che lo diceva , si congedò da lui in tutta fretta e, a passo sostenuto, trovò anche il tempo di accendersi un sigaro toscano…
”Proprio quello che piace a me – penso’ il barbone – e, intanto che lo vedeva andar via , aggiunse, :”Che Dio ganzo; io lo adoro…”;e nel frattempo che lo ripeteva tra sé e sé, si svegliò di botto…
Era ormai mattina inoltrata ed, una grigia e fastidiosa nebbiolina, iniziava a calare; frattanto un postino gli si avvicinò per recapitargli una lettera.
“C’è posta per me? – esclamò sorpreso e ancora un po’ trasognato il clochard.
“Sì!” –rispose compunto il portalettere-…
“Ma chi è che mi scrive?.

Maria De Filippi?”.
“Non credo proprio – ribattè seccato il postino- e se ne andò, mentre il barbone aprì la lettera febbrilmente, ma, ahimè era la banca che gli comunicava di non potergli concedere il mutuo tanto agognato!
E così il clochard si rimise a dormire, sperando in un sogno migliore visto che il mondo più di così non poteva peggiorare e sperò di ritrovarsi ancora al cospetto di Dio.
Magari , chissà… gli avrebbe eventualmente offerto quel cartone azzurro che lui aveva scioccamente rifiutato.
 

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