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Dizionario di Mitologia

Dizionario mitologico lettera M

Personaggi mitologici in ordine alfabetico

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Macaone Creduto figlio di Esculapio, medico come il padre, seguì i Greci a Troia, e durante la guerra curò e guarì Menelao ferito. Menesteo
Ateniese, fratello di Teseo, si fece tanto amare dal popolo nell'assenza di Teseo, tanto che al suo ritorno dovette cedergli il governo della città, e ritirarsi a Sciro, dove morì.
Magi I sacerdoti dei Medi e dei Persiani.
Si attribuiva loro la facoltà di compiere prodigi per mezzo di incantesimi.
Mennone o Memnone
Figlio dell'Aurora, partecipò alla guerra di Troia come alleato di Priamo, uccise Antiloco, fido di Achille dal quale a sua volta ebbe la morte; sua madre ottenne da Giove l'immortalità; la sua stessa statua in Egitto rendeva un suono armonioso al comparire dell'Aurora e del Sole.
Magna Mater Divinità romana, la gran madre degli
dei, detta anche Rea Cibele, figlia di Urano e di Gea; ebbe in Roma un culto speciale, con riti segreti, ed un tempio sul Palatino.
Mentore
Amico di Ulisse, che nella sua assenza da Itaca, lo lasciò a far le sue veci.
Fu saggio precettore di Telemaco e si oppose ai Proci.
Omero narra che Minerva stessa assunse l'aspetto di Mentore per mostrarsi a Telemaco.
Maia
Figlia di Atlante, divenuta poi una delle stelle che formano la costellazione delle Pleiadi e la più bella.
Fu amata da Giove che la rese madre di Mercurio, dato da lei alla luce in una grotta del monte Cilene, in Arcadia.
Altra Maia o Maiesta era il simbolo latino della terra fertile.
Mera Ninfa di Diana; sedotta da Giove, fu dalla dea uccisa, e poi trasformata in cagna.
Maira Ninfa cacciatrice al seguito di Diana; poiché violò il patto di verginità e partorì Locro, fu uccisa dalla dea. Mercurio
(greco Ermes)
Figlio di Giove e di Maia, dio del commercio, dell'eloquenza, dei viaggi, messaggero degli dei, guida le anime all'inferno: si rappresenta con alette al capo e ai piedi e col caduceo nella destra.
Tanto in Grecia che in Roma gli fu dedicato un culto importantissimo, e il suo mito fu ricchissimo di episodi che si riferiscono a quasi tutti i principali personaggi della mitologia (Caduceo).
Mais Divinità indiana che ha cura dei morti; si occupa della loro purificazione mediante il trapasso in corpi via via migliori che Vishnù infine raccoglie nel numero degli eletti. Merope
Figlia di Cipselo, re dell'Arcadia, fu madre di Efitto.
Altra Merope è figlia di Atlante, madre di Glauco.
Una delle Pleiadi.
Unica delle sorelle sposò Sisifo che era mortale, perciò nella costellazione delle Pleiadi rimane appartata, come vergognosa.
Altro Merope fu re di Ceo, venne mutato in aquila da Giunone.
Mani Divinità che rappresentavano per i Romani gli spiriti dei familiari buoni ed erano simbolo della concordia; si raffiguravano con le due mani intrecciate l'una con l'altra. Metanira
Moglie di Celeo; senza conoscerla, dette suo figlio Trittolemo a Cerere, venuta come ospite in casa sua; la dea volendo rendere immortale il fanciullo di nascosto lo metteva nel fuoco; la madre se ne accorse ed emise un grido, sicché la dea lasciò l'impresa.
Manmadin È il Cupido o l'Amore degli indiani; si rappresenta anche lui fanciullo con l'arco e le frecce, se non che l'arco è di canna di zucchero e le frecce sono di meravigliosa bellezza. Meti
Figlia dell'Oceano e di Teti; personificazione della Prudenza.
Fu moglie di Giove prima di Giunone.
Giove la divorò mentre era incinta, essendovi una predizione secondo la quale egli sarebbe stato detronizzato da un figlio avuto da lei.
Il dio fu poi colto da un atroce mal di capo; si fece allora spaccare la testa da Vulcano, e dal suo cranio aperto sorse Minerva, armata e con l'elmo.
Manto Figlia dell'indovino Tiresia e indovina anche lei; presa Tebe, fu mandata a Delfo come dono ad Apollo; fondò vari oracoli, fu madre di Mopso anche lei celebre indovina.
Altra Manto è indovina italica, moglie di Tiberino re d'Alba, madre di Ocno che fondò una città a cui, in memoria della madre, diede il nome di Mantova.
Mida
Re della Frigia; figlio di Gordio e di Cibele; chiese a Bacco che tutto quello che avrebbe toccato divenisse oro; fu accontentato, ma cosi sarebbe morto di fame se non lo avesse salvato Bacco.
Arbitro nella sfida musicale tra Apollo e Pane, giudicò vincitore quest'ultimo e fu punito da Apollo che gli fece spuntare le orecchie da asino.
Marono
Figlio di Evante, nipote di Bacco, sacerdote di Apollo in Ismaro; conservava un prezioso vino che donò ad Ulisse, che se ne servì per ubriacare Polifemo.
Mileto Figlio di Apollo, fondatore della città omonima nella Caria.
Marsia
Satiro o pastore che gareggiando con Apollo nella musica fu vinto dal dio, il quale Io legò ad un albero e lo scorticò vivo per punirlo della sua presunzione.
Militta La Venere degli Assiri conosciuta anche sotto il nome di Astarte.
Il suo culto era molto licenzioso.
Marte
(greco Ares)
Figlio di Giove e di Giunone, amò Venere da cui gli nacque Armonia; fu padre di Romolo e protettore del popolo romano; in origine era il dio della primavera, della fecondità della terra e della prosperità del bestiame, poi divenne il dio della guerra.
Mineidi Tre figlie di Mineo che, per aver disprezzato Bacco e lavorato il giorno delle orgie bacchiche, furono dal dio trasformate in pipistrelli.
Matralia Feste romane in onore di Matuta; in esse le madri prendevano in braccio i nipoti invece dei figli, come Ino aveva allevato Dioniso, figlio di sua sorella Semele. Minerva
(greco Atena o Fallacie)
Uscì armata dalla testa di Giove; fu la fondatrice e la protettrice di Atene; divinità politica, familiare, guerriera, dell'industria e dei lavori pacifici, dell'agricoltura, della sanità fisica e morale; vergine; dea della intelligenza, della sapienza e della giustizia; ebbe un mito ricchissimo di episodi e fu oggetto, in Grecia e presso i Romani, di un culto molto importante; ebbe un numero grandissimo di nomi, secondo gli attributi ed i luoghi ove veniva onorata (Pallade).
Le era sacra la civetta.
Matuta Antica divinità italica dell'aurora e delle nascite, detta Mater matuta; le sue feste erano chiamate matralia. Minosse
Antico re di Creta, figlio di Giove e di Europa, fratello di Radamanto, fatto giudice dell'Inferno da Giove, per la giustizia di cui aveva dato prova con le sue leggi.
Sposò Pasifae la quale, contro natura, innamoratasi di un toro concepì un mostro, il Minotauro, dalla testa di toro.
Mausolo
Re della Caria; sua moglie Artemisia gli innalzò, dopo morto, un monumento (Mausoleo) così bello, che fu annoverato fra le sette meraviglie del mondo
Minotauro Mostro con la testa di toro che fu chiuso nel Labirinto di Creta e poi ucciso da Teseo con l'aiuto di Arianna.
Medea
Famosa maga, figlia di Eeta re della Colchide.
S'innamorò di Giasone, lo aiutò nella conquista del Vello d'Oro e fuggì con lui.
Tradita e abbandonata dall'eroe, uccise disperata i figli e s'involò sopra un cocchio per virtù di magia.
Ma della sua fine si hanno anche altre versioni.
Mirmidoni Popolo della Tessaglia che venne con Achille a Troia; il nome significa formiche e si narra a questo proposito una favola secondo la quale il popolo in questione sarebbe stato formato da formiche convertite poi in uomini.
Medusa
Una delle tre Gorgoni, figlie di Forco e di Ceto, la sola che fosse mortale.
In origine avvenente fanciulla, osò paragonarsi per bellezza a Minerva da cui perciò ebbe i capelli mutati in serpi e uno sguardo tanto terribile da pietrificare chiunque la guardasse.
Fu uccisa da Perseo.
Dal suo sangue nacquero Pegaso il Cavallo alato, ed il Gigante Crisaoreo.
Mirra Figlia di Ciniro, lo amò di colpevole amore; il padre volle ucciderla, ma ella fu mutata in un albero dal quale stilla appunto l'aroma chiamato mirra.
Megalesia Feste in onore della dea Cibele, celebrate dalle patrizie romane in mezzo a grande frastuono. Mirtillo
Auriga di Enomao, padre di Ippodamia; tradì il suo padrone in una gara di corsa, facendogli rovesciare il cocchio.
Pelope, il quale gli aveva promesso una ricompensa, lo gettò invece nel mare (Enomno)
Melampadam
È il quinto paradiso degli indù, il più terso, il più splendido; vi possono salire soltanto coloro che condussero una vita pura e immacolata.
Miseno Eroe, compagno di Enea, dette nome al Capo Miseno.
Melampo
Indovino, figlio di Amitaone; avendo curato una covata di serpi, questi lo ricompensarono leccandogli le orecchie, mentre dormiva, e dandogli così la facoltà di intendere il linguaggio degli uccelli; dalla Messenia passò ad Argo, ove guarì le figlie di Preto e da lui ottenne una parte del regno e la figlia Iflanassa in sposa.
Misteri Eleusini Si celebravano ad Eleusi, in onore di Cerere; c'erano le piccole EIeusinie e le grandi Eleusinie, feste dell'agricoltura con particolari cerimonie che ancora non si sa precisamente quali fossero, ne come si svolgessero.
Melanea o Cerinite Così si chiamava la cerva dalle corna d'oro e dai piedi di bronzo che Ercole portò via ad Euristeo.
Fu questa una delle celebri fatiche dell'eroe.
Mitra
Suprema divinità dei Persiani, personificazione del Sole che tutto vivifica e riscalda con la sua luce e col suo calore.
Il culto di questo dio venne importato in Roma, nell'epoca imperiale, e i Romani chiamarono il dio stesso Sol Innvictus Mithra, o semplicemente Sol Invictus.
Melanippe
Figlia di Eolo, ebbe da Nettuno due figli; imprigionata ed accecata dal padre, fu liberata dai figli e Nettuno le rese la vista.
Altra Melanippe è figlia di Chirone, sedotta da Eolo, ottenne il dono della profezia, ma fu mutata in giumenta per aver rivelato i segreti degli Dei.
Ancora altra Melanippe Regina delle Amazzoni cedette ad Ercole il suo cinto e l'eroe le rese la libertà (Amazzoni).
Mnemosine Amata da Giove, divenne madre delle nove Muse.
Era la dea della memoria.
Melanira
Epiteto di Afrodite (Venere), come amante dell'oscurità.
Moira (Fato e anche Parche).
Melantio Capraio di Ulisse, da lui ucciso perché parteggiava per i Proci. Moisasur
Angelo ribelle, fu precipitato nelle tenebre dall'Ente Supremo degli Indiani: simile dunque al nostro Lucifero.
Melanto
Fu eletto re di Atene, dopo avere, con un'astuzia, vinto in combattimento Xanto, re di Beozia, che aveva sfidato l'Arconte Timoete.
A ricordo di questo lieto evento fu istituita la festa delle Apaturie (feste dell'inganno).
Melanto era un discendente di Neleo.
Moloch Terribile dio adorato dai Fenici; il suo simulacro era di bronzo, mezzo uomo e mezzo vitello.
Dopo averlo reso infuocato, gli si ponevano bambini vivi fra le braccia, e le grida di quelle povere vittime erano, secondo i sacrificanti, preghiere che il dio accettava.
Meleagro
Ci sono due leggende su di lui: secondo la prima, avendo egli vinto un cinghiale mandato da Diana a infestare le sue terre,fu dalle Erinni trascinato all'Inferno; la seconda narra che le Parche quando egli nacque dissero che avrebbe vissuto finché fosse durato un tizzone ardente; la madre, partite le Parche, nascose il tizzone in una cassa e Meleagro visse, ma poi, avendo egli ucciso i fratelli della madre, questa rimise il tizzone nel fuoco e così egli morì quando il fuoco si estinse.
Momo Era il dio del buon umore.
Aveva il compito di criticare con piena libertà tanto gli uomini quanto gli dei, per migliorarne il carattere e la vita.
La sua critica era sempre improntata di spirito caustico, ma d'una certa finezza.
Meliadi
Ninfe dei Frassini, nate dalle gocce di sangue versate da Urano.
Di frassino si facevano le aste delle lance adoperate nelle battaglie.
Si chiamano anche Melidi o Epimelidi, ed hanno origine comune coi Giganti e le Erinni.
Moneta Attributo di Giunone come colei che da i buoni consigli (da moneo); aveva un bellissimo tempio sotto questo titolo, sul monte Capitolino.
Melicerte
Figlio di Ino, annegò nel mare, ove sua madre si gettò essendo divenuta pazza per opera di Giunone, e fu mutato in un dio marino, chiamato poi Palemone e talvolta identificato con Glauco.
Veniva invocato dai naufraghi.
Mopso Figlio di Apollo e celebre indovino; vinse Calcante in una gara di profezia ed il vinto ne morì di dolore.
Melpomene La Musa della tragedia, il suo nome significa dal bel canto; i suoi simboli erano la maschera ed anche il pugnale e i coturni. Morfeo
Uno degli dei del Sonno; si diceva che apparisse sempre sotto forma di persone note, perciò non faceva paura.
Lo si rappresentava con ali di farfalla.
Memnone Mennone Morte
(greco Tanatos)
Figlia della Notte e sorella del Sonno; dimora nell'Inferno, ha il cuore di bronzo e inesorabilmente strappa gli uomini alla dolce vita.
La si conosceva pure sotto il nome di Libitina; i popoli Italici la chiamarono: Nenia, e gli Etruschi: Morta.
Menadi Baccanti Musagete
Epiteto che si da ad Apollo, considerato come il dio che guida le Muse.
Meneceo Figlio di Creonte, re di Tebe.
S'immolò volontariamente gettandosi dalle mura, per la salvezza della patria.
Muse
Figlie di Giove e di Mnemosine, divinità delle arti e del sapere.
Erano nove: Clio della storia, Euterpe della poesia lirica e della musica, Talia della commedia e della satira, Melpomene della tragedia, Tersicore della danza, Erato della poesia amorosa, Polinnia della lirica sacra, Calliope della poesia epica e dell'eloquenza, Urania dell'astronomia e della geometria.
Menelao
Fratello di Agamennone; sua moglie Elena, rapita da Paride, fu causa della guerra di Troia.
Durante questa guerra fu valorosissimo, ed uccise parecchi degli eroi avversari, anche perché fu costantemente protetto ed aiutato da Giunone e da Minerva.
Fu intimo amico di Ulisse.
Finita l'impresa di Troia, errò per otto anni sui mari e ritornò in Argo dopo la morte di Agamennone.
Si ignora come mori.
Alcuni mitografi narrano che fosse sacrificato da Infigenia.
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