logo windoweb


Dizionario di Mitologia

Dizionario mitologico lettera P

Personaggi mitologici in ordine alfabetico

Torna alla Home Page enciclopedica

Pace
(greco Irene).
Una delle Ore, figlia di Giove; veniva rappresentata con la cornucopia e col ramo di olivo.
Ebbe in Roma un tempio cospicuo, ed Augusto le dedicò un'ara nel Campo Marzio, sulla quale vi erano sacrifici tre volte l'anno.
Persefone Proserpina
Pafia Appellativo di Venere, che le derivava dall'avere nella città di Pafo, nell'isola di Cipro, un famoso tempio. Perseo
Figlio di Giove e di Danae, re di Micene, da lui costruita, è uno dei grandi eroi della mitologia greca.
Gli si attribuiscono numerosissime gesta: gli fu comandato di tagliar la testa a Medusa e ci riuscì; poi liberò Andromeda da un mostro marino e la sposò; fu ucciso da Megapento, figlio di Preto che egli aveva trasformato in pietra.
Palamede Figlio di Nauplio e di Climene; partecipò all'impresa di Troia; creduto reo di tradimento, per una calunnia di Ulisse, fu lapidato. Pesci
Costellazione creata in memoria del fatto che Venere e Amore, inseguiti da Tifone, balzarono nell'Eufrate e si mutarono in pesci.
Qualcuno ritiene che i Pesci furono posti in cielo da Giove dietro preghiera di Nettuno al quale i delfini avevano condotto Anfitrite.
Pale Presso i Romani, dea protettrice delle greggi e dei pastori; le sue feste erano dette palilia e si celebravano il 21 aprile; la sua festa è stata fatta sempre coincidere col Natale di Roma. Pianepsie
Feste di Atene in onore di Apollo e di Atena.
Si celebravano nel mese detto appunto pianepsione (ottobre-novembre).
Palemone Figlio di Vulcano, è il protettore dei porti e fu associato nel culto a Nettuno.
(Melicerte).
Piche
Le nove figlie di Piero, che osarono sfidare al canto e al suono le Muse; furono vinte e mutate in piche o gazze.
Palilia Pale Pico
Antichissimo dio italico, figlio di Saturno.
Fu padre di Fauno e venne considerato come un dio della fertilità della terra.
Amò Pomona, e da Circe gelosa fu trasformato in un picchio.
Palinuro Compagno d'Enea e suo pilota; cadde in mare vicino al promontorio a cui rimase il suo nome; fu ucciso dagli abitanti di quella terra, mentre tentava di raggiungere la riva. Pieridi
Appellativo delle Muse cosi dette dal monte Pierio sul quale si diceva fossero nate.
Secondo altri il nome deriva dalla vittoria che esse riportarono sulle figlie di Piero
Pallade
Figlia di Tritone.
Ad essa Giove confidò l'educazione di Minerva che era priva di madre.
Esercitandosi con le armi la dea la colpì mortalmente, ma ne ebbe grandissimo dolore e fece fare di lei una immagine miracolosa (Palladio).
Minerva poi, in onore della sua amica aggiunse spesso il nome di lei ai suoi: Minerva-Pallade, Atena-Pallade.
Piero Padre delle Piche.
Amato da Clio, ne ebbe Giacinto.
Palladio
Immagine di Pallade figlia di Tritone, considerata miracolosa perché carissima a Minerva che l'aveva modellata (Pallade).
Quello di Troia cadde dal cielo mentre si costruiva la citta.
Fu rapito da Ulisse e da Diomede, perché si credeva che Troia non potesse essere espugnata finché quel simulacro fosse entro le sue mura.
Da molto si credeva, a torto, che fosse l'immagine di Minerva mentre Invece è un suo dono ed un segno della sua protezione.
Pigmalione Re di Cipro, si innamorò di una figura di Venere fatta da lui stesso in avorio; la dea, pregata, le dette vita ed egli la sposò.
Dalla loro unione nacque Pafo.
Pallante
Figlio giovanissimo di Evandro, re del Lazio e alleato di Enea; fu ucciso da Turno; della sua morte Enea fu molto addolorato e ne riportò il cadavere al padre.
C'è anche un Fallante, re di Trezene, che fu ucciso da Teseo (Pallantidi).
Un altro Pallade fu un gigante ucciso da Minerva che dalla sua pelle fece il proprio scudo sovrapponendovi la testa di Medusa.
Pigmei Favoloso popolo di nani che secondo gli antichi abitava nell'Africa meridionale, o alle fonti del Nilo, o nell'India.
Pallantidi
Sono i cinquanta figli di Fallante, re di Trezene, che contrastarono a Teseo il possesso del regno di Atene, e furono parte uccisi da lui, parte cacciati dalla città.
Pilade Figlio di Strofilo e di Anassibia, sorella di Agamennone, cugino ed amicissimo di Oreste del quale sposò la sorella Elettra.
Pan
Dio delle selve e dei pastori, rappresentato con corna, piedi caprini, corpo peloso e coda.
Accompagnava le danze delle Ninfe, col suono di una zampogna fatta con la canna in cui s'era trasformata la ninfa Siringa.
Fu uno dei seguaci di Bacco.
Pindo Gruppo di monti della Tessaglia, di cui fanno parte il Parnaso e l'Elicona e che perciò, nella mitologia greca, è spesso nominato come un altro monte pure sacro ad Apollo e alle Muse.
Panatenee Feste in onore di Atena (Minerva), distinte in grandi, che si celebravano sontuosamente in Atene con una processione, ogni terzo anno dell'olimpiade, e piccole, che si facevano ogni anno modestamente, senza processione. Piramo
Giovane principe assiro, che amò d'intenso amore la bellissima Tisbe; ma i loro genitori contrastavano questo amore e allora i due innamorati si incontrarono presso un gelso bianco.
Piramo,credendo morta Tisbe per averne visto il velo strappato e insanguinato, si ferì a morte; sopraggiunta la giovinetta, di li fuggita per salvarsi da alcune fiere, trovando Piramo ormai morto si trafisse con la spada di lui.
Il gelso impietositesi mutò i suoi fiori da bianchi in rossi.
Pandaro Esperto tiratore d'arco della Licia, da cui fu ferito Menelao sotto Troia.
Fu ucciso da Diomede.
Piritoo
Figlio di Issione, re dei Lapiti; alle sue nozze con Ippodamia, furono invitati i Centauri che tentarono di rapire la sposa; ne nacque una sanguinosa zuffa coi Lapiti che li ospitavano.
Fu grande amico di Teseo, insieme al quale tentò il ratto di Proserpina.
Pandemia
È l'epiteto della Venere volgare e sensuale che coi suoi vezzi riduce in suo potere uomini e dei.
I latini la chiamarono Volgivaga.
Pirro Altro nome di Neottolemo
Pandora
Bellissima dea, apri imprudentemente il vaso dei mali, datele da Giove, sicché si dispersero per il mondo e cosi cessò per gli uomini la felicità; in fondo al vaso restò solo la Speranza.
Pandora fu la prima donna.
Vulcano l'aveva fatta di Terra; gli dei la colmarono di tutti i doni.
Essa portò agli uomini le raffinatezze della civiltà le quali furono principio di tutti i mali.
Pitone Serpente, figlio di Gea, ucciso da Apollo che per espiare quella colpa fu mandato in esilio per nove anni.
Pandrosa Dea della rugiada, ebbe un tempietto in Atene. Pizia
(o Pitonessa)
La sacerdotessa di Apollo, cosi detta perché sedeva sopra un tripode coperto della pelle del serpente Pitone ucciso da Apollo.
Essa, invasata dalla potenza divina, dava i responsi in modo ambiguo.
Altro Pizia era amico di Damane
Parabrahma Il più antico dio degli Indiani; si fece uomo e partorì tre dei: Brahma, Vishnù e Mais, ai quali assegnò varie mansioni; poi ridiventò invisibile. Pleiadi
Figlie di Atlante, si uccisero pel dolore quando morirono le Iadi loro sorelle. Inseguite da Orione innamorato si mutarono in sette stelle che indicano il tempo favorevole alla navigazione; esse sono: Elettra, Maia, Taigete, Alcione, Merope, Celeno, Sterope.
Parche
(greco Moire).
Tre sorelle fatali, che filano il destino umano; Cloto tiene la conocchia, Lachesi fila, Atropo recide lo stame, che rappresenta il corso della vita.
Figlie della Notte, o, secondo altri, di Giove e della Giustizia.
Pluto Dio della ricchezza, si rappresentava o fanciullo con la cornucopia o vecchio cieco con una borsa.
Paride
(o Alessandro)
Figlio di Priamo e di Ecuba, è famoso il suo giudizio sulla bellezza delle tre dee Giunone, Pallade, Venere che fu la prescelta; ebbe tutte le fortune; rapi Elena a Menelao; aiutato da Apollo, riuscì perfino ad uccidere Achille, il più forte dei Greci.
Ma era stato lui a provocare, col ratto di Elena, la guerra di Troia che doveva produrre la rovina della sua patria.
Fu ucciso da Filottete con una delle frecce di Ercole, ma altri dicono di Aiace.
Plutone (o Ade)
Quando Giove cacciò dal trono Saturno, assegnò l'Inferno a Plutone; questo dio era tanto nero e brutto, che nessuna donna lo voleva sposare.
Perciò egli rapi Proserpina, figlia di Cerere.
Veniva raffigurato con in capo una corona d'ebano, in mano un mazzo di chiavi, e su di un carro tirato da quattro cavalli neri soffianti fuoco.
Parnaso Famoso monte della Focide, sacro ad Apollo, alle l'Muse ed anche a Dioniso. Po
Fiume d'Italia detto anche Eridano dal primo nome di Fetonte, che in esso annegò.
Partenia Epiteto di Atena (Minerva), come vergine e protettrice delle vergini. Polidamante
Troiano, fu un traditore della sua città insieme con Antenore.
Anche un famoso atleta che strangolò un leone sul monte Olimpo.
Partenone Il più bel tempio di Atene, sull'Acropoli dedicato ad Atena Partenia.
Fu costruito al tempo di Pericle.
Vi fu posta una statua della dea, opera di Fidia.
Polidoro
Figlio di Priamo, fu mandato dal padre con molto denaro e oggetti preziosi da Polinestore, suo genero e re del Chersoneso tragico, il quale, quando seppe che Troia era caduta, lo uccise rubandogli ogni cosa; ma Ecuba vendicò quella morte accecando Polinestore e uccidendone i due figli.
Partenope Una delle Sirene che, non essendo riuscite ad ammaliare ne gli Argonauti, ne Ulisse con i suoi compagni, si precipitarono nel mare e divennero scogli.
Partenope si precipitò presso l'isola di Capri e lì vicino venne poi fondata Napoli.
Polifemo
Ciclope, figlio di Nettuno e della ninfa Toosa; era un mostro enorme con un occhio solo, come i suoi fratelli Ciclopi; amò Galatea ma fu respinto da lei, che amava Aci, e allora uccise quest'ultimo.
Fu poi accecato da Ulisse che in tal modo si attirò l'ira del dio del mare.
Parvati
Nella mitologia indiana, moglie di Siva.
È una delle divinità principali, adorata sotto diversi nomi (Durga, Kali, Bhairavi, ecc.), significanti o indicanti qualità e attribuzioni diverse.
Polinestore Polidoro
Pasifae
Figlia del Sole e di Perseide, sorella di Circe, moglie di Minosse; innamoratasi di un magnifico toro che lo sposo per avarizia non aveva sacrificato a Nettuno, ebbe da quello un figlio mostruoso colla testa di toro, detto Minotauro.
Polinice Eteocle
Patroclo
Amico di Achille, era figlio di Menezio e, pare, di Filomela; fu ucciso da Ettore e solo per vendicarlo Achille tornò a combattere uccidendo Ettore.
Polinnia La Musa del canto lirico sacro ed eroico.
Pattolo Fiume della Frigia, vi scorrevano acque d'oro, da quando Mida vi si era lavato per consiglio di Bacco ed aveva così perduto la terribile facoltà di cangiare in oro tutto quello che toccava. Polissena
Figlia di Priamo; mentre stava per sposare Achille, Paride glielo uccise; Pirro (o Neottolemo) la rapi e la sacrificò sulla tomba del padre.
Magnifico è il gruppo dello scultore Pio Fedi: il ratto di Polissena, nella Loggia dei Lanzi a Firenze.
Peana
Così chiamarono i Greci un inno festivo ad Apollo e ogni altro canto in onore di una divinità.
Questo nome divenne epiteto di molte divinità apportatrici di salute come Apollo, Bacco e anche la Morte considerata quale liberatrice dai dolori terreni.
Polluce Uno dei Dioscuri.
Figlio di Giove, mentre Castore era figlio di Tindaro, aveva il dono dell'immortalità.
Amava però tanto Castore, che ottenne da Giove di alternarsi con lui nella vita e nella morte.
Pegaso
Cavallo alato che balzò su dal sangue copiosamente sgorgato dal tronco di Medusa quando Perseo le tagliò la testa. Con l'aiuto di esso Bellerofonte vinse la Chimera, e Perseo liberò Andromeda.
Lo montavano Apollo e le Muse; è simbolo dell'ispirazione poetica.
Pomona Dea romana degli alberi da frutto; li difendeva dagli uccelli, armata di una piccola falce; divenne sposa di Vertumno dio delle stagioni.
Peleo
Re di Ftia in Tessaglia e sposo di Teti, la Nereide, che ebbe in dono dagli dei; fu il padre di Achille.
Ponto Personificazione greca del mare, figlio di Gea (la Terra) e padre di Nereo
Pelide
Epiteto di Achille, come figlio di Peleo
Poro Dio della ricchezza (Penia)
Pelope
Figlio di Tantalo, il quale lo uccise e lo imbandì alla mensa degli dei; fu da essi, che se ne accorsero, restituito alla vita; dette il nome al Peloponneso; ebbe triste discendenza: Atreo e Tieste.
Qualcuno gli attribuisce l'istituzione dei Giochi Olimpici.
Poseidone o Posidone Nettuno
Penati Deità romane, conservate religiosamente nelle case e considerate protettrici della famiglia e dello Stato.
Essi non costituivano una classe speciale di deità: venivano chiamati Penati quegli dei che ogni famiglia sceglieva a suoi speciali protettori.
Priamo
Figlio di Laomedonte e re di Troia; si chiamava dapprima Podarce, ma fatto prigioniero da Ercole e riscattato da sua figlia Esione, prese il nome di Priamo: suo figlio Paride fu causa della famosa guerra combattuta attorno a quella città.
Essendo vecchissimo, Priamo non combatté; implorò ed ottenne da Achille il corpo di Ettore, per dargli sepoltura, e morì nell'incendio e nella rovina, di Troia.
Alcuni mitografi lo fanno uccidere da Neottolemo presso l'ara di Giove, dove si era ridotto dopo avere assistito al totale incendio della città e alla morte di quei figli che non erano periti durante la guerra.
Penelope
Figlia di Icario e di Peribea; moglie di Ulisse; nell'assenza del marito combattente a Troia, fu insidiata dai Proci, che dicevano di aspirare alla sua mano e consumavano gozzovigliando il patrimonio dell'assente.
Promise di sposare uno di loro quando avesse finito di tessere una certa tela; ma disfaceva di notte il lavoro fatto di giorno, e così li tenne a bada.
Infine tornò l'eroe, che, fatta strage di tutti i Proci, si ricongiunse alla moglie, rimastagli fedele nei venti anni della sua assenza.
Priapo Dio guardiano degli orti e spauracchio degli uccelli.
Era simbolo di forza virile e di fecondità
Veniva spesso raffigurato semplicemente da un attributo maschile.
Peneo
Fiume della Tessaglia, padre di Dafne.
Ora, poiché Dafne personifica l'alloro, i poeti del Seicento chiamarono talvolta l'alloro: la peneia fronda.
Proci Principi d'Itaca che con la scusa di aspirare alla mano di di Penelope, moglie di Ulisse, consumavano le ricchezze dell'eroe.
Penia
Dea della povertà, la quale, secondo Fiatone, sposando Poro, dio della ricchezza, avrebbe avuto per figlio Cupido
Procuste Damaste
Penteo
Re di Tebe in Beozia; ostentò molto disprezzo per il culto di Bacco, e perciò il dio sdegnato ispirò alle Baccanti un folle furore contro di lui.
Esse lo assalirono e lo fecero a pezzi.
È il protagonista della tragedia di Euripide: Le Baccanti.
Progne Per la favola che le si riferisce vedi Tereo
Peone Medico degli dei.
Mediante la pianta il cui nome deriva dal suo, guarì Marte ferito da Diomede e Plutone ferito da Ercole.
Prometeo
Titano, figlio di Giapeto e di Climene, è immaginato come autore della umana stirpe; si diceva avesse formato gli uomini e gli animali col fango e con l'acqua, mentre Atena avrebbe spirato in essi il soffio della vita, l'anima.
Rubò dal cielo il fuoco e lo donò agli uomini, insegnandone loro l'uso; Giove, por punirlo, lo fece incatenare sulle rupi della Scizia e mandò un'aquila a dilaniargli il fegato, che di continuo guariva.
Ercole lo liberò dal tormento e Chirone accettò di morire invece di lui, sicché Giove si riconciliò col Titano.
Questo mito ha un gran numero di varianti, ma Prometeo è sempre considerato come un benefattore e difensore degli uomini (Epimeteo).
Peribea Figlia di Alcatoo, fu madre di Aiace Telamonio. Proserpina
(greco Persefone)
Figlia di Cerere, fu rapita da Plutone e cosi divenne regina dell'Inferno.
Veniva raffigurata maestosa e terribile su di un trono nero, a fianco di Plutone, o, come questo dio, su di un carro tirato da cavalli neri soffianti fuoco.
Stava sei mesi all'Inferno e sei in terra, ed era simbolo del rinnovarsi della vita a primavera.
Periclimene
Figlio di Neleo e Clori.
Riuscì ad ottenere da Nettuno di potere assumere tutte le forme che volesse; fu ucciso da Ercole che lo trovò e lo riconobbe sebbene avesse preso la forma di un leone.
Qualcuno dice che riuscì a sfuggirgli prendendo le forme di un'aquila.
Proteo Dio marino, vassallo di Nettuno, del quale pasce il gregge marino; poteva mutare forma e predire il futuro, solo, però, se costretto a forza.
Altro Proteo è re di Tebe in Egitto, accolse Menelao e fu generoso con lui dopo la caduta di Troia.
Pesifa Devoto ad Apollo, eletto re e onorato come Giove, destò l'ira di questo dio, che volle annientarlo; ma per preghiera di Apollo fu mutato in aquila. Psiche
Bellissima fanciulla di cui si invaghì Amore che le ordinò di non guardarlo, quando la veniva a trovare; lei disubbidì e Amore spari lasciandola nella desolazione (Voluttà).
Dopo aver dato molte prove di devozione, ottenne da Giove l'immortalità ed il permesso di vivere presso Cupido nel Cielo.
libri mitologia

Personaggi mitologici in ordine alfabetico

A -AG AI - AO AP-AV BA-BE BI-BU CA-CH CI-CZ
D E F G H I L
M N O P Q R S
T U V-W-X Z      



Argomenti Correlati
Dizionario di Mitologia
Dizionario di Mitologia

Personaggi storici
letteratura e scrittori
Indice Letteratura

Indice Cultura

Storia

Guida Italia




Aree tematiche di Windoweb
Segnala un sito © 1999-2014 Tutti i diritti riservati invia le tue foto : foto@windoweb.it
contattaci :redazione@windoweb.it