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Dizionario di Mitologia

Dizionario mitologico lettera S

Personaggi mitologici in ordine alfabetico

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Sabazio Epiteto di Bacco in quanto rappresenta la vita fiorente della natura. Silvani
Divinità inferiori latine che si confondono spesso coi Satiri, coi Fauni e con gli Egipani.
Sacello Piccolo recinto coperto, con un'ara sacra a qualche divinità. Silvano
Dio romano, protettore dei boschi, dei campi, delle greggi, fu poi identificato con Pan; si rappresentava come lui, col corpo peloso e con piedi caprini.
Salacia
Da salum che significa mare; moglie di Nettuno, secondo i Romani, e madre di Tritone.
Personifica il flusso ed il riflusso.
Silvia Rea Silvia
Salii
Sacerdoti di Marte, custodi degli ancili o scudi sacri; questi scudi erano portati in processione dai Salii ed essi li percuotevano con una bacchetta correndo e ballando; le processioni avvenivano nel mese di marzo di ogni anno.
Silvio Figlio di Enea e di Lavinia, capostipite della famiglia dei re d'Alba
Salmoneo Re di Elide.
Figlio di Eolo, fratello di Sisifo; provocò l'ira di Giove, passando e ripassando orgogliosamente col cocchio sopra un ponte di rame per imitare il tuono; Giove lo fulminò.
Simoenta
Come lo Scamandro o Xanto, fiume della Troade personificato nella leggenda di Troia; combatté per la difesa della città contro Achille, e insieme a Simoa, altro fiume della Frigia, fu annientato da Vulcano che li prosciugò col fuoco
Salus Dea romana della prosperità fisica, onorata con templi e feste, poi divenuta divinità importantissima della salute pubblica.
Era identificata con la greca Igea.
Sinio
Nettuno; sbranava i viandanti legandoli a due pini che piegava a forza e poi lasciava che si raddrizzassero di scatto.
Teseo lo uccise usando lo stesso modo.
Sanco Dio sabino trapiantato in Roma; divinità del giuramento e del matrimonio.
Viene talora confuso con Quirino o con Ercole.
Sinone
Figlio di Sisifo, coi Greci alla guerra di Troia, ingannò i Troiani dicendo loro che il cavallo di legno lasciato dai Greci era un voto per espiare il rapimento del Palladio, lo accogliessero dunque nella loro città e sarebbe stato la loro fortuna; fu creduto, e così Troia fu presa.
Sarpedonte
Furono tre a portare questo nome: uno, figlio di Nettuno, commise nella Tracia molte azioni malvagio e fu ucciso da Ercole; l'altro, re della Licia ed alleato dei Troiani, fu ucciso da Patroclo dopo aver combattuto con grande valore; il terzo figlio di Giove e fratello di Minosse, fondò Mileto nella Caria.
Sirene Probabilmente figlie del fiume Achelso e della ninfa Calliope.
Mostri marini, con busto di donna e coda di pesce.
Stavano presso Sorrento e lo stretto di Messina; seducevano col canto i naviganti e li facevano annegare (Leucosia).
Satiri
Erano divinità campestri secondarie al seguito di Bacco, raffigurati con piedi caprini, orecchie a punta, coda di cavallo; bevevano allegramente, danzavano ed andavano errando per i boschi con le ninfe: portavano il tirso, la stringa e altri strumenti musicali.
Pare che il loro mito abbia origine da scimmioni lascivi che infestavano i boschi e perseguitavano le ninfe (Fauni e Sileni).
Siringa Naiade amata da Pan; convertita in canna, servi al dio pastorale per farne la sua zampogna
Saturno
(greco Cronos)
Era uno dei Titani; uccise Urano suo padre; sposo di Rea, da cui nacquero molti dei; sapendo che uno di essi lo avrebbe cacciato dal trono, li ingoiò tutti meno Giove, che fu salvato dalla madre con un sotterfugio e che poi, divenuto adulto, lo costrinse a vomitare gli altri figli e lo cacciò dal trono; allora Saturno regnò in Italia e fu l'età dell'oro; si celebravano ogni anno a Roma le feste Saturnali, notevoli per la baldoria e la schietta allegria; aveva un tempio sulla scesa dal Campidoglio al Foro e sotto di esso era l'Erario dello Stato.
Sirio La costellazione del Cane, nella quale Minosse trasformò il guardiano d'Europa e che fu poi da Diana donata ai Proci e da essi a Cefalo: gli antichi, per allontanare i dannosi effetti dei giorni canicolari di cui è apportatrice la costellazione, facevano sacrifici espiatori.
Scamandrio Appellativo di Astianatte, figlio di Ettore e di Andromaca; nella presa di Troia, Neottolemo (Pirro) figlio di Achille lo scaraventò dalle mura perché un oracolo aveva predetto che un giorno avrebbe ristabilito quella città e quel regno. Sisifo
Figlio di Eolo; per aver rivelato certi segreti degli dei, fu condannato nell'Inferno a sospingere sopra un monte un macigno che, raggiunta la cima, rotola subito al basso e deve da lui essere incessantemente sospinto ancora in alto.
Riuscì a fuggire dal Tartaro una volta ingannato Plutone, ma in seguito il suo supplizio venne inasprito
Scamandro
È un fiume della Troade.
Omero, nell''Iliade, lo personificò quale difensore di Troia contro Achille, che non si sarebbe salvato se Vulcano non fosse sopraggiunte in suo aiuto.
Siva (o Sihva)
Divinità che insieme con Brahma e con Vishnù forma la triade indiana; è la potenza terribile che distrugge e trasforma.
Scilla
Uno dei due gorghi presso lo stretto di Messina, personificato quale mostro orribile, divoratore di naviganti, come l'altro mostro Cariddi, che gli stava di fronte.
Si narrava fosse una figlia di Forco e di Ecate, la quale per un maleficio di Circe era stata mutata in uno scoglio tutto forato da mugghianti caverne in cui il mare s'ingolfava vorticosamente, producendo il gorgo.
Sminteo Epiteto di Apollo da Sminte nella Tracia, ove era oggetto di un culto speciale.
Scirone Crudele ladrone che, al confine della Megaride e dell'Attica, derubava i passanti, li obbligava a lavargli i piedi e poi li lanciava nel mare: fu ucciso da Teseo.
Giove lo tramutò nella rupe Scironia.
Sole
(greco Febo, Elios, Apollo). Personificazione dell'astro, conduceva il giorno sul suo luminoso carro tirato da cavalli spiranti fuoco dalle narici e illuminava, riscaldava, animava tutto il mondo; in Sicilia aveva le sue mandrie sacre; era padre di Fetonte.
Segezia
(o Segesta)
Da segetes, biade.
Era una divinità latina dei campi, invocata al tempo delle messi mature.
Fu confusa con Seia.
Sol Invictus Mitra
Seia Antica divinità latina, protettrice delle messi germoglianti sotto la terra. Sonno
Fratello gemello della Morte, nato dalla Notte, abita l'Inferno, è amabile cogli dei e con gli uomini ai quali fa dimenticare gli affanni e le fatiche.
Dicono che risiedesse nell'isola di Lemno, ma Ovidio lo pone nel paese dei Cimmeri.
Selene Nome greco della Luna Sospes
(o Sospita)
Appellativo di Giunone considerata come colei che mantiene salubre l'aria.
Il suo nome significa: conservatrice.
Semele Madre di Bacco, figlia di Cadmo e di Armonia, abitava in Tebe; fu amata da Giove ed ebbe a patire molte pene per la gelosia di Giunone Sparti
Capostipiti dell'aristocrazia tebana, nati dai denti di un drago ucciso da Cadmo e da lui sparsi davanti a Tebe, secondo il consiglio di Atena (Minerva).
Si tratta certamente dei primi compagni giunti con l'eroe.
Serapeo
Tempio di Serapide; il più famoso era quello di Alessandria d'Egitto, ove si trovava la biblioteca dei Tolomei, ricchissima, che poi fu in parte distrutta dai Romani quando conquistarono la città, e più tardi totalmente incendiata all'epoca della conquista araba.
Speranza Dea romana; si rappresentava nell'atto di reggersi la veste con una mano e tendere con l'altra un flore.
Qualche volta regge la cornucopia.
Quando Pandora aperse il fatale vaso, solo la Speranza rimase nel fondo.
Non risulta che a questa dea si offrissero vittime.
Serapide
Dio egiziano, fusione di Osiride e Api; il suo culto passò dall'Egitto in Grecia e poi a Roma dove gli furono dedicati dei templi e delle feste.
Dio della salute; spesso confuso con Giove.
Stafilo Figlio di Bacco e Arianna; argonauta; sposo di Crisotemi, era grande amatore del vino; infatti il suo nome in greco significa amico dei grappoli d'uva.
Sergesto Compagno di Enea; da lui derivò in Roma la gente Sergia. Statore
Epiteto derivato a Giove dall'aver fermato i Romani, messi in fuga dai Sabini nei tempi favolosi della loro storia.
Sette contro Tebe
(Guerra dei)
Famosa impresa di sette principi comandati da Adrasto, che combatterono contro Eteocle, usurpatore del trono di Tebe a danno di Polinice.
Furono respinti, e solo Adrasto si salvò.
Stentore Greco, partecipò all'impresa di Troia; aveva una voce cosi forte, che un suo grido risuonava come la voce di 50 uomini; la sua voce serviva di tromba all'esercito.
Sfinge Mostro alato, donna e leone, proponeva un enigma e uccideva chi non lo spiegava.
Edipo seppe risolvere l'enigma, e allora il mostro, secondo il suo destino, si gettò dalla rupe su cui aveva sede, presso Tebe, e morì.
Sterope
Ciclope dei più vigorosi che aiuta Vulcano nel preparare le saette a Giove.
Altro Steope è una delle Pleiadi.
Altra è figlia di Cefeo, re di Tesca, Ercole le aveva donato un capello di Medusa che era sufficiente a proteggere la patria sua dai nemici che fuggivano appena lo vedevano.
Sibilla
Nel concetto antico, era una donna ispirata dalla divinità; ricordiamo la Sibilla Delfica, la Cumana, la Carmentana, la Albunea, detta anche Tiburtina.
Stige Figlia di Oceano: abitava presso l'Inferno sopra una rupe sostenuta da colonne d'argento, sul fiume del suo stesso nome.
Sicheo Sacerdote di Ercole, marito di Bidone; Pigmalione, re di Tiro e suo fratello, lo uccise per appropriarsi delle sue ricchezze. Stinfalidi
Sul lago Stinfalo, in Arcadia, vi erano certi uccellacci col becco e gli artigli di bronzo; Ercole li vinse e li cacciò via a colpi di frecce.
Questi mostri sono spesso confusi con le Arpie.
Sigirido
Uno dei principali personaggi della leggenda dei Nibelunghi, connessa alla mitologia germanica.
Con le armi magiche di cui era munito, compì imprese meravigliose, ma poi fu ucciso da un traditore (Hagen), istigato dalla gelosia di Brunilde
Stroflo Re della Focide, zio di Oreste, presso cui questi, nell'adolescenza, fu condotto dalla sorella Elettia, dopo l'uccisione di Agamennone (Oreste).
Sileno
Maestro di Bacco, saggio e profeta, ma alquanto grottesco e quasi sempre ubriaco, seguiva il dio sopra un asinello e per la sua ubriachezza era sostenuto dalle Baccanti.
Gli antichi lo moltiplicarono in numerosi geni simili ai Satiri e ai Fauni.
Summano Divinità romana, di origine sabina e di natura incerta e misteriosa; considerato come dio della folgore notturna e terrestre e tenuto per Plutone; in origine era stato probabilmente un attributo di Giove.
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