I Bengalini in libertà,
originari dell'Asia, il cui nome scientifico è Amandava amandava, sono buoni volatori, ma sono anche capaci
di muoversi con agilità sul terreno.
Hanno un bel canto anche se non come i canarini, ma basta fischiettare
per farli cantare.
Cure ed alimentazione
I bengalini allevati in gabbia vanno nutriti con miscele
di semi che variano secondo il periodo dell'anno ed in
rapporto all'attività dell'uccellino.
Anche se i
bengalini sono fondamentalmente granivori devono avere regolarmente a
disposizione verdura poco acquosa, come ad esempio la cicoria e della
mela.
Una spiga di
panico appesa nella gabbia li farà
particolarmente felici.
Le verdure
vanno somministrate ben lavate e accuratamente asciugate, perchè i
vegetali intrinsi d'acqua possono causare loro disturbi intestinali.
E' utile
mettere nella gabbia, durante i periodi di riproduzione, del pastoncino
secco per granivori
La Gabbia
La
gabbia per i bengalini deve essere grande abbastanza per permettere loro
di fare qualche breve volo, ma in ogni caso più grande possibile.
Costruita con
materiale robusto e facilmente pulibile giornalmente, la gabbia
deve essere fatta in modo che disposti in modo che i contenitori
del cibo e dell’acqua
non vengano sporcati con le feci e si possano
mettere
e togliere dall’esterno.
Nella gabbia non deve mancare la vaschetta per il
bagnetto giornaliero e l'osso di seppia sul quale i bengalini si puliranno
il becco volentieri.
Naturalmente una voliera sarebbe un bellissimo regalo per i nostri
piccoli amici.
Malattie
Le malattie che possono colpire i bengalini sono le più
varie, dalla semplice puntura delle zanzare, alle malattie virali o
parassitarie.
E' buona norma perciò curare la pulizia della gabbia,
l'igiene dei cibi e tenere sottomano un buon manuale.
Vita media
il bengalino può vivere anche
15 anni, ma la sua vita media è intorno agli 8 -10 anni.
Riproduzione
Non esiste una stagione degli accoppiamenti, ma i bengalini quando sono
impegnati nella cova dormono insieme "vicini vicini" nel nido e si
alternano nella cova.
Prima di mettere insieme maschio e femmina è bene avvicinare le gabbie
per un po’ di giorni, in modo che i due si
conoscano.
I Bengalini depongono 4 o 5 uova, ma spesso non portano a termine la
cova, abbandonano il nido per ricominciare a deporre le uova dopo pochi
giorni.
L'età consigliata per il primo accoppiamento è dopo il
primo anno, anche se i bengalini sono in grado di riprodursi già a nove
mesi.
Il nido e i
piccoli
In genere si usano gli stessi
nidi utilizzati per le cocorite.
In
commercio si trovano dei nidi in legno, alcuni
sono verticali ed
hanno il foro nella parte alta del frontale, altri
sono orizzontali
ed hanno un'anticamera per evitare che la
femmina, entrando nel nido, cada sulle uova con
il rischio di romperle; in
ogni caso il coperchio deve essere asportabile per
permettere
di vedere l'interno.
Bisogna lasciare a loro disposizioni pezzi di filo di rafia, fili d'erba
che serviranno per foderare il nido.
Consigli e note particolari
Per
evitare che gli ultimi nati vengono sopraffatti
dai fratelli maggiori durante l’imbeccata, molti
allevatori, man man che la cocorite depone le
uova, le sostituiscono con uova finte, per poi
rimetterle tutte insieme alla fine della deposizione in
modo che i piccoli nascano lo stesso giorno.
Le uova vere intanto verranno
conservate in una scatola di cartone con dell’ovatta.
Razze
Il diamante mandarino (Taeniopygia (Poephyla) spesso chiamato Bengalino,
non è un vero bengalino, ma ha le stesse caratteristiche, salvo il
colore delle piume e del becco.