La Capra
nana d'Africa è una piccola capra
originaria della Somalia. in Italia è chiamata
Capretta Tibetana anche se le sue origini sono
diverse.
Introdotta in Italia al solo
scopo ornamentale si è molto diffusa divenendo presenza costante negli
zoo e nelle fattorie ed in qualche giardino.
Secondo gli
incroci la taglia di queste caprette varia dal piccolissimo (35 cm al
garrese) al "grande" (60 cm al garrese); le femmine sono
sempre leggermente più piccole del maschio
ed il loro peso varia dalla stazza dai 5 ai 20 Kg.
Sia i maschi
che le femmine hanno le corna corte e sottili.
Il colore del mantello può
essere bianco, nero, marrone o pezzato con due o tre colori,
camoscio e grigio-argento, ma i soggetti più primitivi della
razza hanno il mantello marrone a tinta unita.
Cure ed alimentazione
Alla nostra latitudine occorre
fornire, agli animali che vivono all’aperto e normalmente si procurano
da soli il cibo, del fieno nel periodo da Novembre a Marzo.
Il fieno andrebbe conservato
in luoghi asciutti; nel caso dovesse marcire questo sarebbe buono solo
come paglia da lasciare sul fondo delle capanne.
Le caprette
amano mangiare le foglie, le piante giovani, i germogli
e le cortecce più tenere; per limitare i
danni alle piante è meglio dare loro abitualmente foraggio,
cereali e granaglie non
macinate, come per esempio chicchi d’orzo, e del sale.
E' bene
lasciare a disposizione delle caprette dell'acqua fresca.
L'ambiente
Le caprette
sono animali particolarmente vivaci che amano rincorrersi e
saltare su panche, grossi massi e alberi coricati, ma
hanno bisogno di protezione dal vento forte,
dalla pioggia e dalla neve.
La
capanna ideale dovrebbe essere composta da una tettoia e una protezione
sotto forma di teloni, assi, o vere e proprie pareti nelle parti in cui
il vento spira più forte, con il pavimento in terra
battuta, evitando il cemento e la ghiaia.
Bisogna creare
una zona sollevata all’interno della capanna sulle quali le caprette
possano trovare rifugio (per esempio una vecchia porta su alcuni grossi
mattoni).
Naturalmente
all'interno del capanno, a cui le caprette devono avere accesso
facilmente in ogni momento, deve esserci spazio coperto sufficiente a
tutti gli animali per coricarsi.
Le caprette non amano il caldo torrido ma,
d'inverno si stendono volentieri al sole.
Malattie
Fra
tutti gli animali allevati dall'uomo le caprette sono fra i più robusti
e meno attaccabili dalle malattie e difficilmente
possono trasmetterle all'uomo.
Le malattie
che possono colpire le caprette sono la Rogna, malattia della
pelle, Vermi intestinali e la più grave Rabbia che può
contrarre solo dal morso di una altro animale affetto dalla rabbia.
Vita media
Le caprette
tibetane possono vivere dai 10 ai 18 anni.
Riproduzione
La maturità
sessuale nelle caprette nane viene raggiunta dopo
56 settimane dalla nascita e l'accoppiamento
avviene a metà autunno.
Il maschio in quel periodo
diventa molto odoroso per via di sostanze ormonali secrete assieme
all'urina di cui si cosparge il pelo.
Dopo circa
150 giorni dalla fecondazione nascono i
piccoli, uno nelle femmine primipare, 2 nelle altre.
Circa un mese prima del parto
nella femmina cominciano a crescere le mammelle e qualche giorno prima
del lieto evento la femmina si apparta isolandosi dal gruppo in attesa
del parto.
Il peso dei capretti appena
nati varia dal chilo al chilo e mezzo e verrà svezzato
solo dopo 12 settimane.
Abitudini
Le capretta
nana è un animale gregario e, come tale, ha sempre bisogno di
vivere a stretto contatto con alcuni suoi simili.
Le
caprette femmine
sono estremamente docili, simpatiche e dispettose,
ma i maschi possono, a volte, mostrare una certa aggressività
contro le persone.
Consigli e note particolari
Ii
maschi adulti non vanno tenuti nello stesso recinto con
altri maschi o femmine: ci sarebbero
continue lotte fra maschi e le femmine sarebbero sempre
disturbate.
I recinti dovrebbero essere
parzialmente interrati o rinforzati in modo tale che le caprette non
riescano a sollevarli.
Alcuni consigliano l’utilizzo
di recinti a basso voltaggio per proteggere le caprette anche dalle
incursione di potenziali predatori dall’esterno (i i cani rappresentano
il maggior pericolo)