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Arturo Benedetti Michelangeli, il più celebre pianista italiano
della storia, nato a Brescia il 5 gennaio 1920, inizia a studiare il
pianoforte a tre anni ed a quattro entra nell'istituto musicale di
Brescia, si diploma nel Conservatorio di Milano nel 1934 ma continua a
studiare con lo stesso maestro anche dopo il diploma.
Nel 1939, considerato "un nuovo
Liszt", dopo aver partecipato a vari concorsi, diventa, titolare
della cattedra di pianoforte principale nel Conservatorio di Bologna.
Nonostante la guerra il giovane Benedetti Michelangeli, chiamato alle
armi nel 1942, si esibisce all'Accademia di S.Cecilia di Roma, alla
Scala di Milano, al Maggio Musicale Fiorentino, nelle maggiori città
italiane.
Nel 1943 si sposa con Giuliana Guidetti e prosegue i concerti nel mondo:
nel 1946 è a Berlino e nel 1948 negli Stati Uniti.
Arturo Benedetti Michelangeli, dal 1939 al 1948 incide regolarmente
dischi per la Telefunken e per la Voce del Padrone, attività che poi
trascura per anni, ma non trascura l'insegnamento e, nel 1945, ottiene
il trasferimento al Conservatorio di Bolzano, dove, oltre ai corsi
regolari, tiene un corso di perfezionamento nel castello di Appiano.
Nel 1955, in piena guerra fredda, suona a Varsavia, dove è anche membro
della giuria del Concorso Chopin, nel 1957 esordisce a Praga e nel 1964
nell'Unione Sovietica.
Nel 1964 celebra i venticinque anni di insegnamento con un ciclo di
concerti a Brescia al quale partecipano alcuni suoi allievi.
Nel 1965 viene fondato il Festival Pianistico Internazionale "Arturo
Benedetti Michelangeli" di Brescia e Bergamo, a cui il Maestro partecipa
fino al 1968, quando viene dichiarato il fallimento di una casa di
dischi di Bologna, la Bdm. Il giudice dispone il sequestro conservativo
dei beni dei soci, fra i quali vi è anche il celebre pianista.
Benedetti Michelangeli si ritiene mortalmente offeso, da Bornato vicino
a Brescia, dove viveva da alcuni anni, si trasferisce in Svizzera, prima
nel Cantone di Zurigo, poi nel Canton Ticino e dichiara che non suonerà
più in Italia.
Nel 1970 tiene un corso di perfezionamento, l'ultimo della sua carriera
di insegnante, a Lugano, mentre prosegue nella attività concertistica
ormai idolatrato dalle folle.
Nel 1973 esordisce in Giappone e riprende a incidere dischi, per la
Deutsche Grammophon.
Alle registrazioni di Benedetti Michelangeli viene pressoché
unanimemente riconosciuto un livello eccezionale, tanto da essere
considerate un punto di riferimento, si tratti delle opere di
Claude Debussy,
Scarlatti,
Chopin,
Ravel o Schumann, delle
variazioni di
Paganini o dell'opera 10 di
Brahms.
Nel 1977 Benedetti Michelangeli tiene un recital nella Sala Nervi del
Vaticano a beneficio dell'Ordine di Malta, e contravvenendo al proposito
di non suonare più in Italia lo fa a Brescia, nel 1980, in memoria del
papa bresciano Paolo VI.
Il 17 Ottobre 1988, durante un recital a Bordeaux, Benedetti
Michelangeli subisce un attacco di cuore; viene salvato con una delicata
operazione di alta chirurgia e può riprendere a suonare già nell'anno
dopo, ma ricoverato nell'Ospedale Cantonale di Lugano, per un
altro attacco vi muore il 12 Giugno 1995, viene sepolto nel cimitero di
Pura e, per sua volontà la sua tomba è priva di lapide.
Negli ultimi anni il maestro aveva tenuto ancora concerti anche se in
misura molto ridotta, preferendo incidere dischi e trascorrere
lunghi periodi di riposo a Pura, nel Canton Ticino, dove si era
trasferito nel 1979.
Ad Arturo Benedetti Michelangeli si deve la riscoperta delle opere del
compositore catalano Federico Mompou e scongiurò la perdita di molti dei
suoi lavori.
Il grande pianista fu anche cultore appassionato di canti popolari e
della montagna e la sua unica attività come compositore sono le
diciannove armonizzazioni di canti popolari dedicate al coro della
S.A.T. di Trento.
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