Cristian Bugatti, in arte Bugo
nato a San Martino di Trecate, 2 agosto 1973, è un cantautore italiano
di Novara di origini Emiliane.
La sua carriera musicale inizia nel 1999.
Da allora ha pubblicato otto album.
Bugo è un musicista poliedrico: suona chitarra, tastiere, armonica,
basso e batteria; in alcuni concerti si esibisce da solo, suonando
versioni acustiche dei suoi brani.
Bugo adora fumare sigari (spesso citati nei suoi album) e bere Amaro
Montenegro.
Le sue canzoni trattano temi
della vita quotidiana con ironia, in uno stile che mescola diversi, tra
cui folk e rock alternativo, per certi aspetti simile a quello del
cantautore americano Beck (da qui il soprannome di "Beck delle risaie"),
anche nell'esposizione di problemi paradossali e inusuali; come la
ricerca del gel smarrito e il cellulare scarico.
Il primo demo autoprodotto in audiocassetta contiene 15 canzoni e risale
al 1996 : Pane, pene, pan; nel 2000 viene ristampato su cd in versione
aggiornata da Loretta Records.
Nel 1999 esordisce con il sette pollici Questione di eternità seguito
sempre nello stesso anno dal mini-cd La pianta rovente.
Nel 2000 pubblica il suo primo cd
"La prima gratta".
L'anno seguente, pubblica "Sentimento Westernato", un cd di 13 canzoni che
riceve ottimi commenti e grandi apprezzamenti da parte della critica
specializzata.
Nel febbraio 2002 è la volta di "Ne vale la pena?", che esce nei formati
Picture Disk e VHS.
Dopo questo lavoro arriva il contatto con una major, la Universal, che porta
Bugo a produrre uno dei suoi migliori album, ricco di stralunati inni urbani
e filastrocche nonsense: "Dal lofai al cisei", pubblicato a fine 2002.
E' un album pieno di contrasti: si passa dall'hard rock di "Portacenere" al
folk di "Io mi rompo i coglioni" e di "Morbida Scheggia", passando per il
rap di "Pasta al burro" e di "Milano Tranquillità", una dura invettiva
contro l'inquinamento acustico.
Il disco presenta anche gioielli come "Con il cuore nel culo", "La mia
fiamma", "Nero Arcobaleno".
Il tutto condito dal singolo scheggiante "Casalingo" e il blues "Piede sulla
merda".
L'unica pecca è l'ultima track,
ovvero "Fai la fila", che non regge il confronto con il resto dell'album
comunque straordinario di Bugo.
Consequenzialmente all'uscita dell'album arrivano anche tanti concerti
dal vivo, in cui Bugo affina le doti di intrattenitore estemporaneo e a
volte brutale, diventando uno dei fenomeni indie dell'anno.
Nel 2004 viene pubblicato "Golia & Melchiorre", un doppio disco che
unisce l'animo elettrico e sperimentale di Bugo con quello più
cantautoriale e malinconico.
L'album si divide in due cd: "Arriva Golia!" e "La gioia di Melchiorre".
Nel primo cd è fondamentale l'apporto in sede di mixaggio di Roberto
Vernetti, che con il suo tocco arricchisce il disco di ritmi e battiti
avvincenti, stralunati e futuristici, e porta brani come "Alleluia 1 Rep"
e "Hasta la schiena sempre" a diventare veri inni del Bugo-pensiero.
Il secondo cd fotografa invece l'animo più folk-rock di Bugo, che
racconta con ironia e speranza storie quotidiane, basti pensare a "Cosa
fai stasera", "Sentirsi da cane", "Che diritti ho su di te", "Se avessi
cinquant'anni".
Nel 2006 viene pubblicato, sempre per la Universal il nuovo album di
Bugo "Sguardo contemporaneo".
Esistenziale, urbano, metropolitano, ma pure poetico e intimistico.
Il disco, molto più compatto dei precedenti, ritrova la strada del rock più
diretto e visionario, sempre casalingo nell'anima, grazie anche alla
produzione di Giorgio Canali.
Nell'autunno dello stesso anno viene pubblicato il singolo "Amore mio
infinito" brano già contenuto nell'album, in un'inedita versione con
Violante Placido.
Il singolo contiene anche una versione remix dei Useless Wooden Toys del
brano "Plettro Folle" e l'inedito dal titolo "Noia Magica".
Nel 2008 esce Contatti la cui produzione artistica è affidata a Stefano
Fontana (alias Stylophonic).
Contatti fa riappropriare Bugo della sua anima elettronica, e ci
presenta un artista capace di scrivere elettropop-song memorabili: "C'è
crisi", "Nel giro giusto", "Love boat", "La mano mia" sono dei piccoli
capolavori che se da una parte risultano debitori del Battisti più funky,
dall'altra fanno emergere una scrittura ancor più matura che mantiene
livelli molto alti.