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Biografia Niccolò Paganini

Biografia Niccolò Paganini

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Niccolò Paganini, nato a Genova il 27 ottobre 1782, violinista e compositore, continuatore della scuola italiana di Pietro Antonio Locatelli e di Gaetano Pugnani, è considerato uno fra i maggiori violinisti dell'Ottocento, sia per la padronanza dello strumento che per le innovazioni apportate in particolare allo staccato e al pizzicato.

La sua attività di compositore fu legata a quella di esecutore, in quanto trovava innaturale scrivere musiche sulle quali non aveva un completo controllo esecutivo e, per il suo talento di violinista, fu chiamato il violino del Diavolo.
Biografia Niccolò Paganini
I suoi capolavori sono i pezzi per solo violino, ed in particolare i 24 Capricci (1817), anche se compose numerosi brani per chitarra.

Fin dalla più giovane età, Niccolò apprese dal padre a furia di botte e costrizioni, le prime nozioni di musica sul mandolino ed in seguito fu indirizzato allo studio del violino, ma non a torto il Paganini è considerato autodidatta, in quanto i suoi due maestri furono di scarso valore e non ricevette che una trentina di lezioni di composizione da Gaspare Ghiretti.

A 12 anni, già si faceva ascoltare nelle Chiese di Genova e diede un concerto nel 1795 al teatro di San Agostino, eseguendo delle sue variazioni, per chitarra e violino, andate perdute, sull’aria piemontese "La Carmagnola".

Nonostante la salute cagionevole Paganini dedicava 10, 12 ore al giorno, esercitandosi su un violino, costruito dal Guarneri, regalo da un ammiratore ed esibendosi in concerti in Italia Settentrionale ed in Toscana, raggiungendo una ineguagliabile abilità e raccogliendo strepitosi successi.

Nel 1801, a 19 anni, forse per amore, interruppe l' attività di concertista, dedicandosi all’agricoltura e allo studio della chitarra. In breve tempo diventò virtuoso anche di chitarra e scrisse molte sonate, variazioni e concerti non pubblicati. Inseguendo la perfezione compose sonate per violino e chitarra, trii, quartetti in unione agli strumenti ad arco.

Paganini scriveva per chitarra a sei corde che in quel periodo soppiantò quella "spagnola" a nove corde (quattro doppie e una singola nella parte alta detta cantino) e questo spiega il suo estro negli scoppiettanti pizzicati sul violino.

Nel 1805 accettò il posto di primo violino solista a Lucca, alla corte della principessa Elisa (detta Marianna) Baciocchi, sorella di Napoleone e, quando la corte si trasferì a Firenze nel 1809, Paganini la seguì, per lasciarla per Torino a seguito di incomprensioni. A Torino ebbe un ardente e fugace amoretto con Paolina Borghese, poi con Lauretta Tadea Pratolongo, con Marina Banti e con Caterina Banchieri.

Paganini, portato alle avventure amorose ed al gioco d'azzardo, proseguì la sua vita che fu movimentata e sregolata attraverso tutta Europa tenendo oltre 600 acclamatissimi concerti.

Dalle avventure con ragazze di taverna, dalle notevoli perdite al gioco e dalle disavventure giudiziarie, dipesero probabilmente i suoi famosi alti e bassi d’umore, la sua avarizia, alternata a momenti di estrema generosità e filantropia, la sua ingenua sincerità alternata a meschini calcoli interessati, il carattere a volte simpatico ed a volte isterico, i giorni di studio esasperato e snervante, seguiti da giorni di ozio totale.
Biografia Niccolò Paganini
Nel 1813, a Milano al teatro Carcano, Paganini venne proclamato dai critici primo violinista al mondo, strinse amicizia con Rossini e con Spohr e nel 1816 trionfò nella sfida lanciatagli da Ch. Lafont e due anni dopo ripetè il trionfo in confronto con C. Lipinski.

Nel 1817 soggiornò e si esibì a Roma e poi a Palermo, nel 1828 su invito di Metternich andò a Vienna, dove le lodi ai suoi concerti furono unanimi e l'Imperatore Francesco I lo nominò suo virtuoso di camera.

A Vienna diede 20 concerti e continuò a comporre : dal 1817 al 1830 scrisse 6 concerti per violino ed orchestra (famosissimo il finale del secondo detto "La Campanella" trascritto poi per pianoforte da Liszt).

Ritornato a Genova, nel 1832, iniziò la composizione dei 24 "Capricci per violino" e nel 1834, una sonata per la grande viola, variazioni su temi di Süssmayr e Rossini, serenate, notturni e tarantelle.

Il 1834 segna l’inizio dei sintomi più eclatanti della tubercolosi, segnata da accessi di tosse incoercibile, che duravano anche un’ora, che gli impedivano di dare concerti, che lo spossavano in maniera debilitante, per la quale furono interpellati almeno venti fra i medici più famosi d’Europa senza trovare un valido rimedio, anche perchè sembra che non fosse TBC, ma una malattia venerea.

Paganini per gli sforzi della tosse non poteva più parlare, diventò completamente afono e gli faceva da interprete il figlio Achille, che si era abituato a leggergli le parole sulle labbra e quando anche questo non fu più possibile, negli ultimi mesi comunicò con bigliettini che ci sono rimasti a testimonianza della sofferenza del grande compositore che morì a Nizza il 27 maggio 1840.

musiche di Niccolò Paganini




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