Prevenzione e regole di comportamento



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Nanopatologie: cause ambientali e possibilità di indagine

Prevenzione e regole di comportamento

Stefano Montanari*, Antonietta M. Gatti**
* Nanodiagnostics, Via E. Fermi 1/L, 41057 San Vito (Modena)
** Laboratorio di Biomateriali, Università di Modena e Reggio Emilia
www.nanodiagnostics.it www.stefanomontanari.net Aiutiamo la ricerca del Dottoressa Gatti e del Dottor Montanari inviando fondi per l'acquisto del Microscopio Elettronico

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È possibile per il corpo umano liberarsi da queste presenze estranee, una volta assorbite?

Al momento, la risposta è negativa.

Questo, però, non significa affatto che non esistano o non possano esistere sistemi artificiali utili allo scopo, come fu, ad esempio, qualche decennio fa, l’emodialisi per i pazienti nefropatici.

Per studiare questi sistemi, occorre ampliare i team di studio e disporre di adeguato capitale, presupposto, quest’ultimo, che attualmente non sussiste.

Per ora il metodo più efficace è la prevenzione.

È opportuno per prima cosa cercare di non creare particolato o, quanto meno, di non crearne troppo, e poi occorre difenderci da quello esistente.

Esistono forme di prevenzione che non costano nulla e che non sono attuate solo per ignoranza o per incuria.
Basterebbe coprire con un foglio di plastica la verdura esposta dai negozi sulla strada per veder cadere drasticamente la quantità di particelle in quegli alimenti (le nanoparticelle cadute su un cavolo non possono affatto essere eliminate con il lavaggio).

Oppure basterebbe che il macellaio, una volta affilato il coltello sulla cote, non tagliasse subito la carne ma passasse il coltello su di un panno e lo lavasse.

Oppure, ancora, basterebbe che i saldatori non portassero a casa gl’indumenti da lavoro e indossassero un copricapo e una mascherina (non quelle usate negli ospedali, quasi del tutto inefficaci per questo scopo).

E che dire, poi, delle colture cresciute ai margini delle autostrade o vicino agli inceneritori o a certi insediamenti industriali?

E, infine, perché usare tanti sacchetti di plastica quando con una sporta si potrebbe ottenere lo stesso servizio molte volte?

Tutti questi contenitori finiscono in gran parte negl’inceneritori, avidi di plastica che produce calore nella combustione, alimentando una forma assai grave d’inquinamento da particolato.


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