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Ludovico Quaroni, una delle figure più
rappresentative della Architettura italiana, nasce a Roma il 28 Marzo
del 1911, consegue il diploma di maturità classica, si laurea in
architettura presso l'Istituto di architettura dell'Università di Roma
nel 1934 e prende l'abilitazione professionale di architetto presso il
Politecnico di Milano.
Nel 1935 inizia l'attività professionale insieme a Mario
Ridolfi, Francesco Fariello, e l'anno dopo vince il secondo premio al
Concorso per le nuove preture unificate di Roma con Saverio Muratori.
Ludovico Quaroni ed il suo gruppo, frequenta intellettuali,
artisti, esponenti della cultura dell'epoca tra cui Massimo Bontempelli,
Carlo Belli e Giuseppe Capogrossi, diventando uno dei riferimenti fissi
della discussione culturale romana.
Il periodo di transizione culturale in cui si forma
Quaroni, il senso di precarietà e continua revisione, ne faranno un
"irrequieto abitatore del suo tempo" con la necessità di esprimersi in
modi diversi.
Quaroni abbraccia il razionalismo nella progettazione
dell'Auditorioum di Roma nel 1935, fa concessioni al modernismo
imperiale nel concorso per la Piazza Imperiale all'E42 a Roma nel 1938
quando vince il primo premio ex-aequo con Fariello e Muratori, e poi nel
1951 la sua opera si evolve nel neorealismo con la progettazione di
Borgo La Martella a Matera, magnifica combinazione tra modernità
socio-urbanistiche e recupero della tradizione.
Pur continuando a lavorare a grandi progetti urbanistici Quaroni si
dedica anche all'insegnamento ai corsi di Architettura dell'Università
di Roma come assistente di Del Debbio, Piacentini, Marconi, e, nel 1940,
consegue la libera docenza in composizione architettonica.
Nel 1944 partecipa alla guerra in Etiopia e al secondo conflitto
mondiale, caduto prigioniero degli inglesi, viene internato in India,
dove rimane per cinque anni, tenendo corsi tecnici e di urbanistica per
i geometri prigionieri; elabora alcuni progetti per il Maharaja junior
dello stato di Dewas.
Tornato libero nel 1946, Quaroni torna in Italia dove riprende
l'insegnamento a Roma, Napoli e Firenze, partecipa a concorsi e occupa
la carica di vicepresidente dell'Inu, Istituto nazionale di urbanistica,
fa parte del Cet e nel 1956 riceve il Premio Olivetti per l'urbanistica.
Le sue opere continuano con l'ecletticismo rivelato
nei precedenti lavori con la Chiesa neo-liberty a Genova nel 1956, con
l'edificio pluriuso a Grosseto nel 1970, con il Teatro dell'Opera di
Roma nel 1983.
Ludovico Quaroni, della sua esperienza di architetto ha scritto vari
libri, fra i quali ricordiamo "Torre di babele" [1967], "Progettare un
edificio" [1977], "La città fisica" [1981] e "La cultura del progetto"
[1987].
L'architetto Quaroni ha ricevuto numerosi riconoscimenti quali la Targa
Inarch per il miglior progetto in Basilicata (La Martella) e la Targa
Inarch per il miglior progetto in Abruzzo (chiesa Francavilla) nel 1961,
ad ancora la Targa Inarch per il miglior progetto in Emilia-Romagna
(esattoria a Ravenna) nel 1969, è stato membro del Consiglio superiore
dei beni culturali e ambientali, presidente dell'Accademia di San Luca e
muore a Roma il 22 Luglio del 1987.
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