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Max Planck

Biografia

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Karl Ernst Ludwig , detto Max nasce a Kiel il 23 aprile 1858 e muore a Göttingen il 4 ottobre del 1947.

Marx Planck frequenta il Maximilian Gymnasium a Monaco, entrando poi all'Università di Monaco all'età di soli 16 anni per seguire il corso di fisica.

Prosegue i suoi studi a Berlino, dove entra in contatto con Herman von Helmoltz e Gustav Kirchhoff, conseguendo il dottorato con una tesi sul secondo principio della termodinamica.

Dal 1880 al 1885 Marx Planck insegna all'Università di Monaco e successivamente all'Università di Kiel.

Nel 1889 succede a Kirchhoff nella cattedra di fisica dell'Università di Berlino, dove rimane fino al 1927.

Marx Planck ah ideato la teoria dei quanti, che insieme con la teoria della relatività di Albert Einstein è uno dei pilastri della fisica contemporanea.

Nel 1900 Marx Planck rende nota la sua ipotesi nella quale sostiene che gli scambi di energia nei fenomeni di emissione e di assorbimento delle radiazioni elettromagnetiche avvengono in forma discreta, proporzionale alla loro frequenza di oscillazione, secondo una costante universale, non già in forma continua, come sosteneva la teoria elettromagnetica classica.

Nel 1901 Marx Planck passa dall'ipotesi quantistica alla vera e propria teoria quantistica, secondo la quale gli atomi assorbono ed emettono radiazioni in modo discontinuo, per quanti di energia, cioè quantità di energia finite e discrete.

In tal modo anche l'energia può essere concettualmente rappresentata, come la materia, sotto forma granulare: i quanti sono appunto come granuli di energia indivisibili.

Le ricerche di Planck hanno come punto di partenza l'emissione e l'assorbimento della luce da parte dei corpi materiali, e in particolare del cosiddetto corpo nero, una superficie ideale capace di assorbire ogni tipo di radiazione incidente.

Interpretando tali fenomeni secondo i principi dell'elettromagnetismo classico, si ha come conseguenza teorica un aumento indefinito dell'intensità della radiazione all'aumentare della frequenza, cosa che nella realtà non si verifica.

Per superare questo problema, Planck avanza l'ipotesi che l'energia raggiante possa esistere soltanto sotto forma di quantità discrete, o "pacchetti", che chiama quanti.

Il contenuto di energia di ogni pacchetto nella teoria di Planck è direttamente proporzionale alla frequenza corrispondente, secondo la relazione: E = hv dove E = energia del quanto di luce v = frequenza h = costante universale nota come costante di Planck

La portata rivoluzionaria della sua teoria, è tale che Planck preferisce credere che questa non rappresenti la realtà dei fenomeni, ma vada considerata come un'ipotesi ad hoc per rendere conto di fenomeni altrimenti inspiegabili.

Dopo cinque anni dalla proposta, il quanto di luce viene riconosciuto da Einstein come entità fisica esistente indipendentemente dal meccanismo della sua emissione o dal suo assorbimento da parte degli atomi.

Secondo Einstein, infatti, l'esistenza dei quanti è una condizione necessaria per spiegare l'effetto fotoelettrico: cioè l'emissione di elettroni da parte di superfici metalliche colpite da raggi ultravioletti.

Per i suoi contributi rivoluzionari nel campo della fisica, nel 1918 gli viene assegnato il premio Nobel.

E' stato anche un ottimo pianista, si interessa di problemi filosofici, e resta attivo fino a tarda età: ma la sua vita viene spesso turbata da tristi avvenimenti, soprattutto dalla morte del figlio Erwin, fucilato nel 1944 dai nazisti perché coinvolto nell'attentato di luglio contro Hitler.

Nel 1929 gli viene assegnata la Medaglia Copley.

Nel 1930 viene eletto presidente dell'Istituto Kaiser Wilhelm per lo sviluppo della scienza, la principale associazione di scienziati tedeschi, che più tardi prenderà il nome di Istituto Max Planck.

Pur contrario al nazismo, che si sviluppa quando Planck è già avanti con gli anni, Planck si rifiuta sempre di abbandonare il suo paese, convinto che la cultura tedesca debba essere difesa rimanendo in Germania.

Per aver apertamente criticato il regime nazista, Planck viene espulso dall'Istituto, per assumerne nuovamente la direzione al termine della seconda guerra mondiale.

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