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Biografia Edwige Fenech

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Biografia Edwige Fenech
Edwige Fenech nasce a Bona [Annaba] in Algeria, il 24 dicembre 1948, da padre maltese e madre italiana.

Attratta dal mondo dello spettacolo, comincia a partecipare già a 13 anni a concorsi di bellezza, facendosi notare immediatamente, per la sua avvenente bellezza solare, da agenti e produttori sia italiani che tedeschi.

Durante un'edizione del Festival di Cannes è invitata a concorrere all'elezione di Lady Francia e vince il titolo.

Inizia così la sua straordinaria carriera che si sviluppa in oltre 81 film e in ben 4 produzioni.

Il suo primo film "Toutes folles de lui" racconta la storia di un giovane uomo che eredita una casa d'appuntamenti ove, dopo aver ingerito delle vitamine speciali, diventerà un super amante.

In Italia, dopo aver interpretato alcuni film tra cui "Samoa", "Regina della Giungla" e "Top Sensation", Edwige Fenech riscuote un certo successo con "Don Franco e Don Ciccio", nell'anno della contestazione, diretto da Marino Girolami nel 1970, una simpatica pochade nella migliore consuetudine del duo comico, con una spruzzata di Piccolo mondo guareschiano, nel quale la Fenech è una moderna ragazza dell'epoca, con idee comuniste ad indirizzo cinese maoista.

Altro interessante film di Edwige Fenech è "Satiricosissimo" (1970) di Mariano Laurenti, un film curioso che sulla scia del "Fellini Satyricon" (1969), anticipa per certi aspetti il tema del film "Non ci resta che piangere" (1984) sia per il tema del viaggio nel tempo, sia per la caratterizzazione e lo status sociale che lega i protagonisti.

Con la nascita della commedia erotica scollacciata, Edwige Fenech si impone in tutta la sua esplosiva potenza con "Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda", ove le gustose nudità della nostra attrice e di Karin Schubert si fondono in modo esemplare con i siparietti comici affidati ad attori esperti del calibro di Pippo Franco e Umberto d'Orsi.
Biografia Edwige Fenech
Gli incassi volano alle stelle: l’aspetto comico fuso con quello del voyeur sono il segreto del successo.

Nasce la commedia decamerotica, cui Edwige Fenech partecipa con altri due film: "La bella Antonia", prima "monica poi dimonia" e "Quando le donne si chiamavano madonne".

Il ruolo dell’attrice in questo ultimo film è marginale e serve solo da richiamo.

Nel 1973, con "Giovannona Coscialunga disonorata con onore" di Sergio Martino, la Fenech prende definitivamente il volo ampliando quegli elementi che sarebbero diventati fondamentali per l'esplosione incontrollata della nuova commedia all'italiana: sesso e avanspettacolo.

Il successo di Edwige Fenech è tale da segnare indelebilmente la carriera della Fenech, che d'ora in avanti si legherà indissolubilmente a questo tipo di produzione.

Seguono, sempre per la regia del fido Laurenti, il meno riuscito "Vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono" (1973), dove famosissima è diventata la scena in cui Aldo Giuffrè, prode idraulico, mentre tenta di riparare un guasto nella doccia in cui Edwige si sta lavando, invece di afferrare le manopole dell'acqua si trova a pomiciare le mammelle della Fenech.

La commedia erotica intanto esplora nuovi territori e nasce il filone lascivo familiare, sulla falsariga di "Malizia" (1973) di Salvatore Samperi, campione assoluto di incassi.
Biografia Edwige Fenech
Abbiamo così "Innocenza e turbamento" (1974), e poi "Grazie nonna" (1975) di Marino Girolami, "La Moglie vergine" (1975), e il cult "Il Vizio di famiglia" (1975), diretto dal sempre più calibrato Mariano Laurenti, che a differenza di Girolami dimostra di saper dosare bene i tempi comici e quelli erotici, senza tralasciare le scene di nudo.

Tradimenti e corna sono anche al centro di "La Vergine", "Il toro e il capricorno", diretto da Luciano Martino in persona, marito all'epoca di Edwige Fenech.

Qui, un ispirato Alberto Lionello interpreta il ruolo di un marito libertino che è ossessionato dalla gelosia in quanto convinto che la moglie lo tradisce.

Lionello è spassosissimo nella parte del latin lover della high class milanese, imbranato e faccendiere, mentre Edwige, sicura sotto la direzione artistica del suo compagno, non si risparmia certamente.

Il più grande successo in questa seconda metà degli anni Settanta, Edwige Fenech lo deve invece a un film del compianto Nando Cicero: "L'Insegnante" (1975).

Il suo primo nudo integrale sul grande schermo risale al 1976, nel film La pretora, diretto da Lucio Fulci. Il suo successo tra il pubblico maschile, che la considera una vera e propria icona sexy, è dovuto a un corpo dalle forme procaci ed a una forte carica seduttiva e provocante, che i registi non risparmiano di mostrare in ogni film. Posa più volte nuda per l'edizione italiana della rivista Playboy.

Nel 2007 torna davanti alla macchina da presa, contattata dal regista statunitense Quentin Tarantino, per un cameo in Hostel: Part II, sequel di Hostel, sempre diretto da Eli Roth, suoi dichiarati fan[4][5]: lo stesso Tarantino le ha fatto autografare tutta la propria collezione dei suoi film e nel suo Bastardi senza gloria il personaggio interpretato da Mike Myers si chiama "Ed Fenech", in omaggio all'attrice.

Edwige Fenech nel film Tutti i colori del buio (1972)
Nel 2012 ha recitato nella parte di Caterina II di Russia nella miniserie televisiva La figlia del capitano, della quale è anche produttrice.
Biografia Edwige Fenech
Passata la stagione cinematografica, negli anni ottanta, con la nascita delle prime emittenti private, partecipa alle edizioni dei programmi Ric e Gian folies, trasmesso nel 1983 su Italia 1, Bene Bravi Bis (1984 con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia), trasmesso sempre su Italia 1 e vincitore del Telegatto, e all'edizione 1985 di Risatissima, varietà del sabato sera trasmesso su Canale 5 e anch'esso vincitore del Telegatto, insieme a Lino Banfi e Paolo Villaggio.

Successivamente passa a condurre su Rai 1 Sotto le stelle (1986), Immagina (1987 e 1988), Carnevale (1988), Palcoscenico Italia (1988), Sulla cresta dell'onda (1989), Un tesoro di capodanno (31 dicembre 1990 a reti RAI unificate) ma l'affermazione in TV arriva con l'edizione 1989-90 di Domenica In sotto la direzione di Gianni Boncompagni.

Presentò il Festival di Sanremo 1991, insieme ad Andrea Occhipinti.

Successivamente ha presentato Singoli (1997), sempre su Rai 1.

Negli anni novanta si occupa a tempo pieno di produzione televisiva e cinematografica attraverso la sua società Immagine e cinema. Il primo lavoro prodotto fu la miniserie televisiva Il coraggio di Anna, nel 1992. Fra i film da lei prodotti Il mercante di Venezia del 2004.


film di Edwige Fenech



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