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Aldo Fabrizi (Roma, 1
novembre 1905 - Roma, 2 aprile 1990) è stato un celebre attore, regista
e sceneggiatore teatrale, cinematografico e televisivo
Di famiglia modesta (la madre gestiva un banco di
ortofrutta nel mercato popolare), a undici anni rimase orfano del padre.
Costretto ad abbandonare gli studi per mantenere le cinque sorelle,tra
le quali Elena Fabrizi, (1915-1993) in seguito al suo fianco sul set
soprannominata la sora Lella, si adattò a fare molti lavori, anche
quelli più umili.
Nel 1931, a 26 anni, Aldo Fabrizi fece il suo debutto come
macchiettista nei teatrini della capitale proponendo caricature dei tipi
caratteristici della capitale - il vetturino, il guidatore di tram e lo
sciatore - diventando in breve tempo popolare e costituendo una sua
compagnia, che nel 1937 ospitò per breve tempo un imberbe
Alberto Sordi.
Nel 1942 fece il suo esordio sul grande schermo con un film
diretto da Mario Bonnard, "Avanti, c'è posto... " e anche nelle due
pellicole seguenti, "Campo de' fiori", sempre diretto da Bonnard, e
"L'ultima carrozzella" per la regia di Mario Mattòli, si limitò a
riproporre le macchiette che aveva già interpretato a teatro -
rispettivamente quelle del bigliettaio, del pescivendolo e del vetturino
- accanto ad Anna Magnani, con la quale avrà un rapporto conflittuale.
Storia diversa, invece, col film che apre ufficialmente la
corrente neorealista, "Roma città aperta" di Roberto Rossellini, dove
Aldo Fabrizi interpretò il ruolo più significativo e più bello sul
grande schermo, il sacerdote don Morosini che si sacrificò durante
l'occupazione nazista della capitale finendo fucilato.
Si dedicò in maniera saltuaria anche al doppiaggio, ma la
sua carriera ormai era di attore di cinema e da quel momento interpretò
poco meno di 70 film, ottenendo sempre grande successo, non disdegnando
ruoli drammatici ma privilegiando sempre ruoli brillanti e comici.
Da ricordare i film interpretati insieme a
Totò "Guardie e
ladri" del 1951, "I tartassati" del 1959, e "Totò, Fabrizi e i
giovani d'oggi" del 1960, quelli girati insieme a Peppino De Filippo
"Signori in carrozza" del 1951, "Accadde al penitenziario" del 1955 e
"Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo" del 1956, con
l'immutato bagaglio di una grande carica di bonaria umanità che lo
accompagnerà durante tutta la sua carriera.
Aldo Fabrizi fu vincitore di due Nastri d'Argento, nel 1950
per "Prima comunione" di Alessandro Blasetti e nel 1974 con "C'eravamo
tanto amati" di Ettore Scola, si aggiudicò nel 1951 il premio per la
miglior sceneggiatura al Festival di Cannes per "Guardie e ladri" di
Stefano Vanzina e Mario Monicelli.
Lavorò anche con il grande regista del muto Georg Wilhelm
Pabst in due film: "La voce del silenzio" del 1952 e il bizzarro "Cose
da pazzi" del 1953 pubblicato in DVD nel 2005, dove interpretò
sicuramente quello che resta il ruolo più particolare della sua
carriera, un matto che crede di essere un primario ospedaliero.
Tra il 1948 e il 1957 Aldo Fabrizi in veste di regista
diresse nove film, tutti dignitosi, a partire da quello d'esordio,
girato in Argentina, "Emigrantes" (1948), alla trilogia delle avventure
della famiglia Passaguai, da lui anche prodotta per la sua Alfa Film
XXXVII, fino ad "Hanno rubato un tram" (1954), girato a Bologna con la
fotografia del grande Mario Bava e anche questo riemerso nel 2005 in
DVD, fino all'accorato e malinconico "Il maestro" (1957), la sua ultima
regia.
Sul palcoscenico, nella stagione 1962-1963 ottenne un
immenso successo personale interpretando il ruolo del boia Mastro Titta
nella commedia musicale "Rugantino" scritta e diretta da Massimo
Franciosa e Pasquale Festa Campanile. Il grande trionfo è completato con
una memorabile trasferta in America, a Broadway, dove fanno sempre il
tutto esaurito.
L'ultima apparizione teatrale di Fabrizi invece è datata
1967, con lo spettacolo "Yo-Yo Yè-Ye" scritto da Dino Verde e Bruno
Broccoli.
Nel 1959 esordì in TV come interprete dello sceneggiato "La
neve nel bicchiere" diretto da Anton Giulio Majano.
Aldo Fabrizi, nella sua lunga carriera
cinematografica, ha lavorato con gli attori più rappresentativi del
cinema italiano quali Totò,
Vittorio Gassman,
Alberto Sordi, Peppino De Filippo,
Nino Manfredi, Enrico Montesano,
Vittorio De Sica ed
Anna Magnani.
Per molto tempo, preso da impegni cinematografici e
teatrali, questo sarà l'unico suo lavoro televisivo, fino al 1971,
quando ottenne un altro grande trionfo nel varietà del sabato sera
"Speciale per noi" diretto da Antonello Falqui, accanto ad Ave Ninchi,
Paolo Panelli e Bice Valori, che è anche l'unica testimonianza rimasta
delle sue macchiette teatrali.
Sposato con Beatrice Rocchi, cantante di varietà molto nota
negli anni '20 col nome d'arte di Reginella, ha avuto da lei due figli
gemelli e ne rimase vedovo nell'estate del 1981. Come Ugo Tognazzi aveva
l'hobby della cucina e si dilettava a cucinare tutti i tipi di pasta,
sulla quale scriverà poi anche alcune poesie in dialetto romanesco.
Fabrizi si spegne nella primavera del
1990, a 84 anni, pochi giorni dopo aver ricevuto un David di Donatello
alla carriera. Tre anni dopo lo seguirà anche la popolarissima sorella,
la sora Lella, che aveva recitato nel cinema soprattutto con
Alberto Sordi e
Carlo
Verdone.
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