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Marcello Mastroianni, attore italiano per
eccellenza, nato a Fontana Liri (Frosinone) il 28 settembre 1924,
si trasferisce nel 1933 con la famiglia a Roma dove consegue il diploma
di perito edile.
Prima dei vent'anni figura come comparsa in alcuni film
con registi importanti: "La corona di ferro" con Blasetti nel 1941, "I
bambini ci guardano" con De Sica nel 1942 , ma, più che l'attore sogna
di fare l'architetto.
Lavora come disegnatore presso il Comune di Roma e come
comparsa cinematografica.
Si iscrive al Centro Universitario Teatrale e nel 1948
ottiene una prima affermazione in una fortunata stagione teatrale, nel
ruolo di protagonista di "Un tram che si chiama desiderio" per la regia
di Luchino Visconti. il primo maestro che gli insegna i trucchi del
mestiere.
Nel 1950, dopo un fidanzamento lampo, sposa l'attrice
Flora Carabella che lo rende padre della sua prima figlia, Barbara.
Non sarà un marito fedele, ma rifiuterà di divorziare.
Al cinema veste la parte del giovanotto simpatico ed estroverso ne "Le
ragazze di Piazza di Spagna" (1951) di Luciano Emmer, poi diretto da
Alessandro Blasetti con
Sophia Loren in "Peccato che sia una canaglia" (1954) .
Nel 1958 con "I soliti ignoti" di Mario Monicelli, Marcello Mastroianni
conferma la propria bravura e la propria maturazione nel lavoro di
attore, ma è solo nel 1960 con "La dolce vita" di Federico Fellini
che comincia il periodo di grandi successi.
Interpreta "Il bell'Antonio" di Mauro Bolognini, "Divorzio all’italiana"
(1961) di Pietro Germi, "L'assassino" (1961) di Elio Petri ed ancora con
Fellini "Otto e mezzo" (1962) sempre al fianco di attrici bellissime.
Attore completo, versatile, capace di affrontare qualsiasi
ruolo, nel 1966 veste gli abiti di Rodolfo Valentino in "Ciao
Rudy", di Garinei e Giovannini, e anche se si dichiara pigro, recita un
film dietro l'altro, ben 160 in 50 anni di carriera artistica.
Mastroianni, talento naturale, ha ricevuto numerosi premi e
riconoscimenti: tre nominations all'Oscar come miglior attore: nel '63
per "Divorzio all'italiana", nel '78 per "Una giornata particolare" e
nell'88 per "Oci ciornie", in Francia viene insignito della Legion
d'Onore ed ha ottenuto molti premi prestigiosi alla carriera, tra cui
l'importantissimo César nell'83.
Ha lavorato con le attrici più famose, con Jeanne Moreau, con
Sophia Loren gira addirittura dodici film.
Mastroianni ci ha lasciato film che sanno essere divertenti ed
impegnati, nello stesso tempo, recitati con una naturalezza ed una
intensità non comuni, diretto da registi importanti come Marco Ferreri
in "Break-up", 1965; "La cagna", 1972; "La grande abbuffata", 1973; "Non
toccare la donna bianca", 1974; "Storia di Piera", 1983, come Ettore
Scola in "Una giornata particolare", 1977; "La terrazza", 1980; "Il
mondo nuovo", 1982, come i fratelli Taviani in "Allonsanfan", 1974 ,
Marco Bellocchio in "Enrico IV", 1984, ancora Monicell in "Le due vite
di Mattia Pascal", 1985.
Negli ultimi anni della sua attività, le occasioni migliori gli
provengono dal cinema internazionale: da "Il volo" (1986) di Thodoros
Anghelopoulos allo stupendo "Oci ciornie" (1987) di Nikita Michalkov, da
"Pret-à-porter" (1994) di Robert Altman al presago "Viaggio all’inizio
del mondo" (1996) di Manoel de Oliveira.
Marcello Mastroianni, nonostante i pressanti impegni cinematografici, ha
continuato a lavorare in teatro, diretto da registi come Peter Brook e
Nikita Michalkov. E' ancora su un palcoscenico per recitare " Le ultime
lune" di Furio Bordon, poco prima di spegnersi a Parigi, dopo una lunga
malattia, il 19 dicembre 1996.
Per la sua morte la fontana di Trevi, simbolo del film "La dolce vita", si
è fermata.
Anna Maria Tatò, la compagna degli ultimi anni, realizza nel 1997 un
film, "Mi ricordo, sì, io mi ricordo", in cui lui stesso racconta le
tappe più importanti e significative della sua vita e della sua
carriera.
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