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Mariangela Melato, attrice, è nata a Milano nel
1943
Studia pittura all’Accademia di Brera e, per pagarsi i
corsi di recitazione, disegna manifesti e lavora come vetrinista per la
Rinascente.
In teatro, dopo aver fatto tutti i mestieri, si mette in
mostra recitando con Dario Fo (“Settimo non rubare”), Luchino Visconti
(“La monaca di Monza”) e Luca Ronconi (“Orlando furioso”).
Nel cinema, si fa notare all’inizio degli anni Settanta:
maestrina in “Per grazia ricevuta” (1971) di
Nino Manfredi,
parrucchiera ne “La classe operaia va in paradiso” (1971) di Elio Petri,
giornalista ne “La polizia ringrazia” (1972) di Stefano Vanzina, ottiene
il successo nella parte dell’amante milanese di
Giancarlo Giannini
in “Mimì metallurgico ferito nell’onore” (1972) di Lina Wertmüller.
Quest’ultima riproporrà, con felici esiti al botteghino, la coppia
d’attori vincente in “Film d’amore e d’anarchia - ovvero Stamattina alle
10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza...” (1973) ed in
“Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” (1974):
prostituta di fede anarchica nel primo, signora ricca e razzista nel
secondo, Mariangela Melato si rivela commediante di vaglia.
Negli anni seguenti, è diretta da cineasti del valore di
Fernando Arrabal (“L’albero di Guernica”, 1975), Elio Petri (“Todo
modo”, 1976), Franco Citti (“Casotto”, 1977), Luigi Comencini (“Il
gatto”, 1977), Franco Brusati (“Dimenticare Venezia”, 1979), Giuseppe
Bertolucci (“Oggetti smarriti”, 1980), Pupi Avati (“Aiutami a sognare”,
1981): ma la sua prova più intensa è, forse, quella fornita in “Caro
Michele” (1976, dal romanzo di Natalia Ginzburg) di Mario Monicelli, ove
veste i panni dell’atipica ex-compagna del protagonista, in costante
movimento lungo la penisola col figlioletto nella carrozzina.
Chiusa la breve parentesi internazionale (nel 1980 è in
“Flash Gordon” di Mike Hodges; nell’82 in “Jeans dagli occhi rosa” di
Andrew Bergman, assieme a Ryan O’Neal), torna in patria dove si muove
tra la commedia “Domani si balla” nel 1982, di Maurizio Nichetti e la
pellicola drammatica “Il buon soldato” nel 1983, di Franco Brusati.
Dopo aver reso esemplarmente una figura di magistrato in
“Segreti segreti” (1985) di Giuseppe Bertolucci, la Melato inizia a
alleggerire gli impegni sui set cinematografici, dando preferenza al
teatro.
Mariangela Melato è senza dubbio l’attrice più versatile e
piena di talento del cinema italiano. A suo agio in
qualunque situazione scenica è dotata d’una straordinaria tecnica
sottolineata da una straordinaria spontaneità.
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