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Nata nel 1934 a Roma, Sofia Villani Scicolone,
questo il suo vero nome, trascorse la sua infanzia a Pozzuoli.
Iniziò la carriera a quattordici anni partecipando a
concorsi di bellezza, recitando nei fotoromanzi e al cinema in film
minori: "Luci del varietà", del 1950, "Anna" del 1951, "Quo Vadis?" del
1951 col nome di Sofia Lazzaro.
Loren fu "scoperta" sul set di "Africa sotto i mari", di
Giovanni Roccardi (1952), da quello che sarebbe poi divenuto suo marito,
il produttore Carlo Ponti, che le offrì un contratto di sette anni.
Iniziò così la sua lunga e prestigiosa carriera cinematografica, che la
vide da principio interpretare la parte della "popolana", in film come
"Carosello napoletano" di Ettore Giannini (1953).
E' nel ruolo dell'esuberante pizzaiola in "L'oro di Napoli"
nel 1954, diretta da Vittorio De Sica, che l'attrice incontrò il grande
favore del pubblico, interpretando il personaggio dell'astuta e schietta
popolana, che le porterà tanto successo anche negli anni successivi.
Ben presto la Loren ottenne fama internazionale anche
grazie alla sua prorompente ed esplosiva bellezza che spesso, però, ne
ha offuscato l'aspetto artistico e l'indubitabile bravura come attrice
drammatica dimostrata durante la carriera.
La svolta della carriera della Loren si ebbe grazie
all'incontro con il produttore Carlo Ponti, che poi diventerà suo marito
in Messico nel 1957 e che la fece approdare ad Hollywood, dove lavorò
con i registi e i divi più famosi degli Stati Uniti.
Sofia Loren, nel tempo, andò sempre più affermandosi come una vera
icona del cinema italiano, tra i riconoscimenti ricevuti figurano la
Coppa Volpi, vinta nel 1958 per "Orchidea nera" di Martin Ritt, il
Premio Oscar e il premio per la migliore interpretazione al Festival di
Cannes nel 1960 per l'interpretazione del suo film-simbolo, "La
ciociara", di Vittorio De Sica.
De Sica la volle in una serie di divertenti commedie
all'italiana accanto a
Marcello Mastroianni; da ricordare soprattutto il film "Matrimonio
all'italiana" tratto dalla commedia di Eduardo De Filippo "Filumena
Marturano".
Altri suoi film significativi furono "La contessa di Hong
Kong" del 1967, diretto da Charlie Chaplin, e "Una giornata particolare"
del 1977, diretto da Ettore Scola; in quest'ultimo film recitò a livelli
altissimi, vincendo il David di Donatello, il Nastro d'argento e il
Globo d'oro, interpretando il ruolo di una infelice casalinga nel giorno
in cui Hitler venne a Roma per far visita a Mussolini.
Sofia Loren, dopo aver conosciuto le carceri italiane nel 1982 dove ha
trascorso diciassette giorni nelle Carceri di Caserta per frode fiscale,
responsabilità poi attribuita al suo commercialista, ha vissuto sempre
all'estero.
Dopo un lungo intervallo, nel 1990 torna al cinema, con
Lina Wertmuller,in "Sabato, domenica e lunedì", una sorta di
sceneggiata sul matrimonio napoletano, tratta dalla commedia omonima di
Eduardo De Filippo.
Nel 1991 riceve un secondo Oscar, alla carriera questa
volta, il Premio César, sempre alla carriera, e la Legion d'Onore
francese.
Nel 1994 Robert Altman le assegna un ruolo nel suo "Prêt à
porter", nel quale, trent'anni dopo, rifà, con arguta ironia, lo
spogliarello per
Marcello
Mastroianni di "Ieri, oggi e domani".
L'anno successivo è la partner di Walter Matthau e Jack
Lemmon in "That's amore - due irresistibili seduttori"; poi fa la mamma
di un ragazzo ebreo che vuol diventare comunista in "Soleil" di Roger
Hanin. Nel 2002 è stata la protagonista di "Cuori estranei" del figlio
Edoardo Ponti, mentre,più recentemente si è dedicata alle produzioni
televisive.
Dagli anni Ottanta si è di fatto ritirata dai set
cinematografici, dedicandosi quasi esclusivamente alla televisione e
interpretando, tra gli altri, il film autobiografico "Sophia: la sua
storia", di Mel Stuart, ed il remake de "La ciociara", di Dino Risi
(1988).
Nel 1998 riceve il Leone d'oro alla carriera al Festival del cinema di
Venezia e il Globo d'oro alla carriera e l'anno dopo riceve il premio
David di Donatello per la sua straordinaria carriera.
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