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Il dopoguerra Italiano 1946 - 1950

Il dopoguerra Italiano 1946 - 1950

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Dopoguerra e Repubblica Italiana dal 1946 al 1950

Con il referendum del 2 giugno, l'Italia diventa una Repubblica.

In un clima istituzionale completamente rivoluzionato, comincia la ricostruzione di un Paese prostrato dalla guerra.

Il Re va in esilio.

Viene approvata la nuova Costituzione repubblicana, che dal 1° gennaio 1948 regolerà la vita politica, sociale, economica della nuova Italia.

Per qualche anno l'economia si dibatte nell'incertezza: il reddito procapite è ai minimi storici, la gente va a cercare fortuna all'estero, l'agricoltura (spina dorsale tradizionale dell'economia nazionale) stenta a riprendersi, il patrimonio zootecnico esce letteralmente falcidiato dal periodo della guerra; ma la questione economica riguarda anche le risorse umane da impiegare nel lavoro, rispetto alle quali si impone una sostanziale riconversione professionale, orientata soprattutto verso la produzione industriale.

firma il documento di approvazione della Costituzione italiana

Firma patto Atlantico

Mentre gli ultimi contingenti militari alleati lasciano il Paese, l'Italia entra a far parte del Patto Atlantico, sottolineando formalmente e definitivamente, le proprie scelte occidentali.

Gli anni del dopoguerra, segnati dalla mobilitazione per la ricostruzione, si specchiano anche nell'architettura postbellica, nella quale lo stile magniloquente degli anni Trenta lascia il posto a più concrete esigenze e a valori più semplici, proiettatati principalmente verso la realizzazione di vasti quartieri cittadini e grandi opere pubbliche di servizio.
1946 Nelle elezioni amministrative del 10 marzo si registrano le affermazioni della Democrazia Cristiana, del Partito socialista e del Partito comunista, nonché quella (che risulterà comunque effimera) del movimento dell'Uomo qualunque così chiamato dal giornale omonimo diretto da Guglielmo Giannini.

Il 9 maggio Vittorio Emanuele III abdica in favore del figlio Umberto II.

Il 2 giugno si svolge il referendum istituzionale: la maggioranza degli elettori si pronuncia a favore della Repubblica.

Umberto di Savoia si reca in esilio a Cascais, in Portogallo.

Nelle elezioni per l'Assemblea Costituente (alle quali per la prima volta è ammesso l'elettorato femminile) la Democrazia Cristiana ottiene 207 seggi, contro i 115 del Partito socialista e i 104 del Partito comunista.

Il 22 giugno viene concessa ampia amnistia.

Il 25 giugno viene proclamata la Repubblica italiana.

Il 28 il giurista napoletano Enrico De Nicola viene eletto Presidente provvisorio della Repubblica.

Alcide De Gasperi presiede dal 12 luglio un governo di coalizione con democristiani, socialisti, comunisti e repubblicani.

Il 6 settembre De Gasperi e il ministro degli Esteri austriaco Gruber firmano un importante accordo sulla questione dell'Alto Adige, che prevede tra l'altro la completa uguaglianza tra i due gruppi etnici per l'accesso ai pubblici uffici e l'introduzione ufficiale del bilinguismo.

Il 26 dicembre nasce il Movimento Sociale Italiano.

Si verifica un incremento delle nascite quantificabile in oltre 200.000 unità: si passa da 815.678 nati del 1945 a 1.036.098 di quest'anno.

Aumenta considerevolmente il fenomeno dell'emigi azione: sono 110.286 gli italiani che si recano all'estero per motivi di lavoro: 48.808 persone raggiungono la Svizzera, che ospita la più nutrita colonia di italiani; segue la Francia con 28.135.

Sul piano economico, l'anno è caratterizzato da una notevole incertezza.

Nel 1945 il reddito nazionale globale (£71.509.000.000) risultava più che dimezzato rispetto al 1939 (£146.115.000.000) e il reddito prò capite era addirittura inferiore ai valori del 1861, l'anno dell'Unità d'Italia.

L'agricoltura è ancora in seria difficoltà per le precarie condizioni dei terreni agricoli, non fertilizzati e spesso abbandonati prima ai saccheggi e poi all'incuria degli ultimi anni, mentre il patrimonio zootecnico è letteralmente falcidiato.

Avviene la fondazione della Compagnia aerea italiana del Gruppo IRI, che prende il nome di Alitalia.

La Piaggio comincia la produzione dello scooter Vespa.
1949 Il 28 febbraio viene varato il piano INA-Casa.

Il 4 aprile l'Italia entra nel Patto Atlantico.

Il 13 luglio un decreto del Santo Uffizio dispone la scomunica dei comunisti.

Il 15 novembre prende il via la riforma agraria.
1947 In gennaio De Gasperi si reca negli Stati Uniti, ottenendo cospicui aiuti da parte del governo americano.

In virtù del trattato di pace del 10 febbraio (approvato il 31 luglio dal Parlamento), l'Italia cede le isole del Dodecaneso alla Grecia, una parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia e due piccoli territori di confine, quelli di Briga e Tenda, alla Francia.

Riconosce inoltre l'indipendenza dell'Albania. mentre il Territorio libero di Trieste resta diviso in una "zona A" (sotto amministrazione anglo-americana) e in una "zona B" (sotto amministrazione jugoslava).

Il 12 maggio comunisti e socialisti vengono estromessi dal governo.

Il 21 giugno il nuovo gabinetto De Gasperi ottiene la fiducia dell'Assemblea Costituente, con i voti di democristiani, liberali monarchici e qualunquisti.

Il 22 dicembre viene approvata la nuova Costituzione repubblicana.

Gli ultimi contingenti militari alleati lasciano l'Italia.
1950 Il 9 gennaio, durante una manifestazione di protesta, sei operai vengono uccisi dalla polizia a Modena.

Il 27 gennaio De Gasperi forma il suo sesto governo, sostenuto da democristiani, repubblicani e socialdemocratici.

In marzo nasce l'Unione Italiana del Lavoro (UIL), su iniziativa di alcuni socialisti espulsi dalla CGIL e di alcuni repubblicani.

Il 1° aprile, su mandato delle Nazioni Unite, l'Italia assume l'amministrazione fiduciaria della Somalia.

Il 1° maggio viene fondata a Roma la Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL), di orientamento cattolico.

In agosto viene istituita la Cassa per il Mezzogiorno, con il compito di avviare a soluzione il problema delle aree depresse meridionali attraverso una serie di interventi straordinari che promuovono bonifiche, opere pubbliche e attività produttive.

Il 21 ottobre viene approvata la cosiddetta "legge stralcio" riguardante la riforma agraria.

I morti di quest'anno sono complessivamente 452.088.

È la cifra minima da quando è possibile effettuare rilevamenti con precisione scientifica.

Si iscrivono nelle università italiane 19.724 studenti.

È la cifra minima che viene registrata dal 1945 anno che segna la fine della guerra.

Nel 1951 la tendenza si invertirà, e la popolazione universitaria segnerà un aumento costante.

Il numero degli abbonati al telefono sfiora quest'anno il milione.
1948 Il 1° gennaio entra in vigore la Costituzione.

Il 2 febbraio l'Italia firma un trattato decennale di amicizia e di commercio con gli Stati Uniti.

Alle elezioni politiche del 18 aprile la Democrazia Cristiana ottiene il 48,5% dei voti, mentre il 35% va al Fronte Popolare, in cui sono rappresentati comunisti e socialisti.

L'11 maggio Luigi Einaudi viene eletto Presidente della Repubblica; il 24 De Gasperi forma un nuovo governo quadripartito (democristiani, socialdemocratici, liberali e repubblicani).

Il 14 luglio il leader comunisti Palmiro Togliatti è gravemente ferito dallo studente siciliano Antonio Pallante.

Viene proclamato lo sciopero generale, mentre i vertici del PCI frenano le spinte insurrezionali delle masse.
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