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Cronologia regno d'Italia 1900 - 1914

Cronologia regno d'Italia 1900 - 1914

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Cronologia Regno d'Italia dal 1900 al 1914

1900 In giugno il gabinetto Pelloux si dimette; l'incarico di guidare il nuovo governo viene affidato al liberale Giuseppe Saracco.

Presidente del Senato, che forma un governo di coalizione, con la partecipazione dei rappresentanti di tutti i partiti (meno quelli dell'estrema sinistra).

Il 29 luglio un anarchico italiano giunto dagli Stati Uniti, Gaetano Bresci, uccide a Monza re Umberto I.

Sale sul trono il figlio Vittorio Emanuele III.
1908 In settembre, a Firenze, durante il decimo congresso nazionale del PSI, viene sconfitta la linea del sindacalismo rivoluzionario e prende il sopravvento quella riformista.

Il 27 dicembre un violento terremoto provoca morti e distruzioni a Messina e a Reggio Calabria.

Nello stesso mese esce a Firenze il settimanale La Voce, diretto da Giuseppe Prezzolini.
1901 In febbraio dopo la caduta del governo Saracco, Vittorio Emanuele III nomina Presidente del Consiglio il giurista Giuseppe Zanardelli, l'esponente più in vista della Sinistra, con Giolitti ministro dell'Interno.

Viene concessa un'amnistia ai condannati politici e sono ristabilite la libertà di associazione, di propaganda e di sciopero.
1909 II 20 febbraio, sul quotidiano parigino Le Figaro, Filippo Tommaso Marinetti pubblica il Manifesto del movimento futurista.

Guglielmo Marconi ottiene il premio Nobel per la Fisica.

Il 24 ottobre Rusia e Italia firmano un accordo per garantire lo status quo nei Balcani.

In dicembre cade il governo Giolitti sulla proposta di introduzione dell'imposta progressiva; Sonnino ritorna alla presidenza del Consiglio.
1902 Cade, di fronte alle proteste eli papa Leone XIII e all'opposizione dei cattolici e di molti liberali, un progetto di legge sul divorzio presentato da Zanardelli.

Il Congresso socialista di Imola segna un successo per l'ala riformista del partito.
1910 In marzo si dimette il gabinetto Sonnino; l'incarico di formare il nuovo governo viene affidato a Luigi Luzzatti.

Viene attuata una riforma dell'istruzione a opera del ministro Luigi Credaro: la gestione delle scuole elementari passa dai Comuni alle Province.
1903 Muore il 20 luglio Leone XIII; gli succede, il 4 agosto, il cardinale Giuseppe Melchiorre Sarto (Pio X).

In ottobre, dimessosi Zanardelli per ragioni di salute, Giovanni Giolitti viene chiamato a guidare il governo (rimarrà in carica, salvo brevi interruzioni per oltre un decennio, sino al 1914): in politica estera cercherà di operare un riavvicinamento con la Francia e l'Inghilterra, mentre in politica interna manterrà un atteggiamento neutrale nelle controversie fra capitale e lavoro, proponendo addirittura al riformista Turati, che comunque non accetta, di entrare a far parte del nuovo governo.

All'interno del Partito socialista, l'ala riformista comincia a perdere colpi nei confronti di quella estrema (massimalista).
1911 In marzo Giolitti ritorna al potere, ricevendo un nuovo rifiuto da parte dei socialisti per una loro partecipazione al governo.

Il 29 settembre l'Italia dichiara guerra alla Turchia e inizia l'occupazione della Libia con un corpo di spedizione comandato dal generale Carlo Caneva.
1904 Al congresso di Bologna del PSI i massimalisti conquistano la maggioranza (che perderanno comunque sul finire dell'anno).

Il movimento della "democrazia cristiana" di Remolo Murri viene ufficialmente sconfessato dalla Chiesa e lo stesso Murri, eletto deputato, viene scomunicato.

In settembre, a Milano, i socialisti rivoluzionari organizzano il primo sciopero generale politico per protestare contro l'uccisione di alcuni lavoratori da parte della polizia a Buggerru, in Sardegna.
1912 Viene attuata la riforma elettorale: sono ammessi al voto tutti i cittadini maschi trentenni o che abbiano fatto il servizio militare, anche se nullatenenti o analfabeti.

Il corpo elettorale passa ora a 8 milioni e 600.000 aventi diritto al voto.

In maggio le truppe italiane occupano Rodi, in luglio la flotta italiana, al comando dell'ammiraglio Enrico Millo, forza lo stretto dei Dardanelli.

Sempre in luglio, al XII congresso nazionale del PSI. a Reggio Emilia, la direzione del partito passa nelle mani dei rivoluzionari; Benito Mussolini, uno dei protagonisti del congresso, assume la direzione dell'Avanti!

Il 18 ottobre viene firmata la pace di Losanna che stabilisce la sovranità dell'Italia sulla Libia e sul Dodecaneso.

In dicembre viene rinnovato il trattato della Triplice Alleanza.
1905 In marzo, per ragioni di salute, Giolitti lascia la presidenza del Consiglio sostituito da Alessandro Fortis, che riesce a far approvare dal Parlamento la nazionalizzazione delle principali linee ferroviarie.

Prima apertura del Vaticano nei confronti dello Stato italiano: papa Pio X autorizza i vescovi a decidere circa la partecipazione dei cattolici alla vita politica.

Il Banco di Roma inizia un'opera di penetrazione economica in Libia.
1913 In marzo scoppia a Torino uno sciopero dei metalmeccanici: verranno concessi il contratto collettivo di lavoro e il diritto di organizzazione operaia in fabbrica.

Viene firmato il "patto Gentiloni" (dal nome del conte Vincenzo Gentiloni, presidente dell'"Unione elettorale cattolica"), secondo cui i cattolici si impegnano a sostenere i candidati liberali contro quelli di sinistra, dietro assicurazione che i liberali si asterranno da iniziative anticlericali.

Le elezioni di ottobre fanno registrare successi per liberali e socialisti.
1906 In gennaio, in seguito alle polemiche per la stipulazione di un trattato commerciale con la Spagna che favorisce i manufatti del Nord ma danneggia l'agricoltura del Sud, il governo Fortis è costretto alle dimissioni: l'incarico viene affidato a
Sidney Sonnino, leader dell'opposizione conservatrice.

In maggio ritorna al potere Giolitti.

In settembre nasce, dalla fusione delle Camere del lavoro e delle leghe contadine, la Confederazione Generale italiana del Lavoro CGdL(di orientamento riformista) cui non aderiscono i sindacati di ispirazione cattolica.
1914 In marzo si dimette Giolitti; lo sostituisce alla guida del governo il conservatore Antonio Salandra.

In giugno nelle Marche e in Romagna violenti moti popolari (la "settimana rossa") provocano l'intervento repressivo da parte del governo.

In luglio, allo scoppio del conflitto tra gli Imperi centrali e le potenze dell'Intesa, l'Italia si dichiara neutrale.

Si accendono nel Paese le polemiche fra neutralisti e interventisti.

Il 20 agosto muore Pio X; gli succede il 3 settembre il cardinale Giacomo Della Chiesa (Benedetto XV).

In settembre Mussolini viene espulso dal Partito Socialista per la sua "conversione" alla propaganda interventista; dimessosi da direttore dell'Avanti!, fonda Il Popolo d'Italia.
1907 Nell'enciclica Pascendi dominici gregis Pio X condanna decisamente il "modernismo" che intenderebbe conciliare la cultura moderna con la dottrina della Chiesa.

Inizia l'attività della casa editrice Mondadori.
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