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Cronologia regno d'Italia 1915 - 1919

Cronologia regno d'Italia 1915 - 1919

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Cronologia Regno d'Italia dal 1915 al 1919

1915 Il 26 aprile il ministro degli Esteri Sonnino stipula con l'Intesa il Patto di Londra, secondo cui l'Italia si impegna a entrare in guerra entro un mese ricevendo in cambio la promessa di ottenere, al momento della pace, il Trentino, Trieste, Gorizia, Gradisca, l'Istria sino al Quarnaro, Cherso, Lussino, la Dalmazia e una parte delle colonie tedesche in Africa.

Il 3 maggio il governo italiano denuncia la Triplice Alleanza.

Il 4 maggio a Quarto, Gabriele D'Annunzio pronuncia un discorso, l'Orazione per la sagra dei Mille,a favore dell'intervento Italiano in guerra.

Il 24 maggio l'Italia dichiara guerra all'Austria.

L'avanzata dell'esercito, al comando del capo di Stato maggiore generale Luigi Cadorna, si infrange ripetutamente contro le fortificazioni austriache sull'Isonzo.
1918 In giugno l'esercito italiano respinge sulla linea del Piave l'offensiva austriaca, mentre due MAS, al comando di Luigi Rizzo, fanno colare a picco nelle acque di Premda la corazzata Santo Stefano.

In ottobre si assiste a una violenta controffensiva italiana, che il 24 riesce a sfondare il fronte austriaco a Vittorio Veneto.

Il 3 novembre le truppe italiane entrano a Trento e a Trieste; il giorno seguente a Villa Giusti , nei pressi di Padova, l' Austria costretta a firmare l'armistizio.
1916 Mentre continuano le sanguinose battaglie sull'Isonzo, in maggio l'esercito austriaco conduce, tra l'Adige e il Brenta, la Strafexpedition ("spedizione punitiva") contro quello italiano, destinata comunque a infrangersi sull'altopiano dei Sette Comuni.

In luglio vengono impiccati a Trento Cesare Battisti e Fabio Filzi.

Il 10 giugno si dimette il governo Salandra per far posto il 19 a un ministero di "concentrazione nazionale" presieduto da Paolo Boselli.

Il 9 agosto, dopo aver stroncato la resistenza austriaca sull'Isonzo, le truppe italiane entrano a Gorizia.

Il 25 agosto il governo italiano dichiara guerra alla Germania.
1919 Nasce il 18 gennaio, a opera del sacerdote siciliano Luigi Sturzo, il Partito Popolare Italiano, con un programma che prevede, fra l'altro, il decentramento amministrativo, l'estensione del voto alle donne, la riforma agraria e quella scolastica.

Il 23 marzo, in una sala in piazza San Sepolcro, a Milano, Mussolini fonda i Fasci italiani di combattimento.

In aprile, dopo che l'Austria, con il trattato di San Germano, aveva ceduto all'Italia il Trentino, l'Alto Adige, l'Istria e l'alto bacino dell'Isonzo fino allo spartiacque alpino, i delegati italiani Orlando e Sennino abbandonano la conferenza della pace di Parigi per protestare contro il rifiuto degli alleati (in Funicolare del presidente statunitense Wilson) a sostenere le loro rivendicazioni (applicazione integrale del Patto di Londra con raggiunta di Fiume).

Il 23 giugno Orlando si dimette e Francesco Saverio Nitti assume la presidenza del Consiglio.

In agosto viene approvata una nuova legge elettorale che concede il diritto di voto a tutti i cittadini maschi che abbiano compiuto 21 anni.

Il 12 settembre, alla testa di gruppi di volontari e di reparti regolari dell'esercito, D'Annunzio entra a Fiume e proclama l'annessione della citt all'Italia.

Il congresso socialista di Bologna in ottobre approva l'adesione del partito alla III Internazionale nata in marzo a Mosca.

Il 16 novembre le elezioni politiche fanno registrare un netto successo per socialisti e popolari e una vera e propria dbcle per i fascisti.
1917 Il 9 agosto papa Benedetto XV lancia un appello alle nazioni belligeranti per far cessare "l'inutile strage".

Nello stesso mese scoppiano a Torino gravi tumulti popolari contro la guerra.

In ottobre, favoriti dalla situazione creatasi sul fronte russo in seguito allo scoppio della rivoluzione bolscevica, gli Imperi centrali lanciano una violenta offensiva contro le posizioni italiane, sfondando il 24 agosto il fronte a Caporetto e raggiungendo il Tagliamento, mentre l'esercito italiano si attesta sulla linea del Piave e del Monte Grappa.

Le polemiche scoppiate, oltre che nel Paese, all'intemo dell'esercito e della compagine governativa, portano alla sostituzione del generale Cadorna con Armando Diaz e a quella di Boselli con Vittorio Emanuele Orlando, a capo di un "governo di unione nazionale".

Vengono chiamate alle armi le giovani reclute del 1899.
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