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Moie

 

Provincia di Ancona

 

Comune di Maiolati Spontini

 

e biografia di Padre Armando Pierucci
 

 

... pagina realizzata grazie al
materiale inviato da Guerro Daniele

Moie, cittadina con circa 5.500 abitanti e' situata nella media valle del fiume Esino.
Terra ricca di tradizione che si coniuga con la passione di una popolazione legata ancora alle sue origini.

L’Abbazia Romanica di Santa Maria delle Moie Perla del romanico delle Marche (Foto Sam)

La Storia


L'origine dell'insediamento e' legato alla bonifica e alla colonizzazione del fondovalle,cui diedero il primo impulso i monaci che fondarono l'abbazia di S. Maria.

L'abbazia emblema di Moie,era ubicata in mezzo alla selva detta Santa, al margine della riva sinistra dell'Esino,con la tipica moja (zona paludosa) da cui il nome dell'abbazia stessa e successivamente del centro abitato.

Altra testimonianza della localita' era il Castrum Mollearum,posto nei pressi dell'abbazia,ma del quale non resta nessuna traccia.

Cenni storici


Situata sulla riva sinistra del fiume Esino e lungo l’antica via Flanbenga,l’abbazia di Santa maria delle Moie fu probabilmente fondata all’inizio del sec.x1 dalla famiglia Attoni-Alberici –Gozoni come monastero privato.

Sorta in mezzo a una vasta selva,l’abbazia costitui’il centro di rinascita della zona .

L’abbazia si trovava in pianura nei pressi di una antica zona paludosa che si estendeva lungo l’Esino chiamata molie da cui derivo’ il nome:in un documento del 1219 viene infatti chiamata Molie S. Mariae plani,con riferimento anche alla zona pianeggiante in cui era dislocata.

L’abbazia confinava con una zona boscosa indicata come Silva Carpineta;non lontano si trovava un ponte che consentiva il passaggio sulla riva destra del fiume Esino.

Nei secoli x1-x11 ricevette numerose donazioni: dal catasto del 1295 risulta che Santa Maria delle Moie possedeva una superficie di circa centosessantacinque ettari e quattro mulini.

La potenza del monastero benedettino crebbe comunque nel sec. Xv quando raggiunse un’estensione di quattrocentoventotto ettari.

La chiesa fu restaurata nel 1524: lo testimonia una lapide sulla facciata occidentale.

Il restauro fu forse motivato dal cattivo stato delle torri medievali e comporto’ la trasformazione della parte superiore del corpo occidentale,dove venne collocata l’abitazione del sacerdote. Al 1524 risale anche l’attuale campanile.

Nel 1600 il vescovo diocesano Marco Agrippa Dandini elevo’a parrocchia la chiesa di Santa Maria delle Moie.

 

La struttura


La chiesa e’ composta da pietre squadrate di arenaria giallastra.

All’interno e’ sorretta da quattro pilastri e articolata in tre navate,divise in tre campate :la navata mediana e’ sopraelevata e leggermente cuspidata.

A oriente tutte le navate terminano con un’abside semicircolare. Da questo lato le absidi,che si differenziano per altezza e profondita’ ,evidenziano la forma basilicale della chiesa.

Due sono invece le absidi che sporgono verso l’esterno nel lato nord,decorate ,come il cornicione ,con gli archetti pensili in travertino bianco,in parte sostenuti da coppie di lesene semicilindriche coronate da piccoli capitelli senza decorazione.

Prima di entrare in chiesa e’ posto un atrio,di pianta quadrata e coperto a crociera fiancheggiato da due ambienti dalla pianta analoga,il sinistro dei quali accoglie una scala a chiocciola.

Il portale presenta una strombatura a colonne gradinate ed e’ decorato con intrecci di foglie e fiori.

Elementi storico-artistici


Gli elementi piu’ interessanti della chiesa di Santa Maria sono le absidi e soprattutto la pianta (mt.15x15 c.ca) che, basata sui quattro pilastri interni isolati,ricorda non tanto modelli bizantini quanto gli edifici triconchi paleocristiani e a pianta quadrata a croce greca iscritta altomedievali,diffusi in Italia e raccordati per la prima volta architettonicamente tra loro a San Claudio al Chienti.

Le caratteristiche dell’alzato di Santa Maria delle Moie,a navata centrale a volte a botte acuta di poco piu’ elevata delle laterali,e la facciata a doppia torre hanno importanti precedenti nelle Marche. Per quanto riguarda la tipologia il riferimento principale e’ la chiesa abbaziale di Santa Maria di Portonovo di Ancona.

Per quanto riguarda la facciata,che originariamente era a doppia torre,precedenti illustri in Italia sono la Cattedrale di Bobbio e San Giovanni a Como dove,come a Moie,la campata d’ingresso che si trova fra le due torri viene combinata con un matroneo.

La chiesa e’ dedicata alla nativita’ di Maria e un quadro di tale soggetto ornava l’altare maggiore.

Padre Armando Pierucci


Moie è la cittadina natale di Padre Armando Pierucci, francescano, musicista e compositore, nato il 3 settembre 1935.

Dal 1988, risiede ed opera a Gerusalemme, in seno alla Custodia di Terra Santa, ed è il Maestro Organista del Santo Sepolcro.

Padre Pierucci si è diplomato in Organo, Composizione Musicale corale, Pianoforte e Canto Gregoriano al Pontificio Istituto di Musica Sacra (Roma) e nei Conservatori di Napoli e di Pesaro.

La sua attività si è snodata nelle esecuzioni organistiche, direzione di cori, composizione ed insegnamento, presso il Conservatorio di Pesaro e allo Studio Teologico Francescano di Gerusalemme ed in altri ambiti accademici, ecclesiali o privati.

Ha dato concerti in Italia, Grecia, Cipro e Terra Santa. Padre Pierucci conta fra i grandi Maestri virtuosi di Organo del nostro tempo.

Ha composto musica per organo, coro, recorder, accordeon, ottoni e pianoforte.

Tra le sue numerose opere, sono da ricordare le Cantate "Via Crucis", "De Profundis", "The Burrial of Moses at Mount Nebo", "Invocazione per la Pioggia" e "La Terra dei Fioretti".
 

Per dieci anni, fino al 1999, Padre Pierucci ha diretto la rivista "La Terra Santa".

E' il fondatore ed il Presidente Esecutivo dell'"Istituto Magnificat" a Gerusalemme, una scuola di musica fondata nel 1995.

L'Istituto Magnificat ha come vocazione di essere luogo di dialogo, di pacifica convivenza, di promozione umana e sociale, nonché luogo di orientamento e di preparazione professionale di alta qualificazione in campo concertistico e didattico.

L'Istituto Magnificat è aperto ad insegnanti, studenti, personale ausiliare e fruitori musicali senza discriminazione di lingua, paese, razza o religione. Attualmente, la Scuola conta oltre 200 allievi, seguiti da circa 18 insegnanti: essi sono Israeliani, Palestinesi, Armeni, di religione Ebraica, Cristiana e Musulmana. Al Magnificat si insegna: Pianoforte, Violino, Viola, Violoncello, Organo, Canto, Chitarra, Composizione, Flauto, Percussioni, Musica Corale, Solfeggio e Storia della Musica.

 

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Foto Padre A. Pierucci in occasione del 50° anniversario di Sacerdozio

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